
Calcutta I medici che fanno parte del team di neurochirurgia di Dhakuria hanno recentemente eseguito con successo un’operazione eccezionalmente rara e salvavita su una donna di 56 anni, arrivata in ospedale dopo un grave strangolamento. Aveva causato fratture multiple alle costole e al viso insieme a una pericolosa lesione della colonna vertebrale cervicale nota come frattura dell’odontoide di tipo 2 (una rottura nella parte superiore del collo) che può danneggiare istantaneamente il midollo spinale ed è comunemente chiamata frattura dell’impiccato.
Questo tipo di lesione ha un tasso di mortalità estremamente elevato, con oltre il 6% dei pazienti che non sopravvivono e molti altri che soffrono di paralisi improvvisa o arresto cardiaco istantaneo a causa della compressione del midollo spinale.
Nonostante la gravità della situazione, rendendosi conto dell’urgenza, il team guidato dal dottor Nirup Datta, consulente – Neurochirurgia e dal dottor Prakhar Gyanesh, consulente – Anestesiologia, Manipal Hospital, Dhakuria ha deciso che l’intervento chirurgico di stabilizzazione d’emergenza offriva l’unica vera possibilità di salvare la vita del paziente e prevenire la paralisi.
IL donna non ha riportato gravi lesioni interne all’addome, il che ha consentito all’équipe medica di passare rapidamente all’intervento chirurgico. I test di imaging, tra cui radiografia e TAC, hanno confermato che la frattura era altamente instabile, con due rotture aperte nelle vertebre cervicali superiori, che rendevano estremamente pericoloso il movimento del collo. Poiché le lesioni da strangolamento di solito causano danni immediati e fatali alla colonna vertebrale a causa dell’improvvisa flessione all’indietro e delle forze di trazione sul collo, la sopravvivenza stessa è rara. Anche per i pazienti che arrivano vivi all’ospedale, gli studi globali mostrano un alto rischio di morte entro uno e tre anni, in particolare tra quelli di età pari o superiore a cinquantacinque anni.
I medici hanno eseguito una tecnica altamente specializzata e relativamente nuova conosciuta come Procedura di Kotil, un metodo per fissare le ossa del collo rotte dalla parte posteriore del collo utilizzando viti su entrambi i lati delle prime due vertebre cervicali (C1 e C2). Da un lato, hanno posizionato una vite transarticolare C1-C2 (una vite che passa attraverso l’articolazione per tenere saldamente in posizione le ossa del collo) e dall’altro lato hanno eseguito una fissazione con vite odontoide posteriore (una vite posizionata da dietro per fissare la punta rotta dell’osso odontoide al corpo della vertebra C2).
Questo approccio combinato conferisce una stabilità molto forte in una regione estremamente delicata perché circonda il midollo spinale, che controlla il movimento e la sensibilità in tutti e quattro gli arti. La tecnica di Kotil è utilizzata solo in pochi centri in tutto il mondo e finora nella letteratura medica sono stati riportati solo una quindicina di casi, rendendo questo intervento chirurgico a Dhakuria un contributo significativo sia a livello nazionale che internazionale.
L’intervento ha richiesto una precisione eccezionale perché anche un piccolo errore nel posizionamento della vite può influenzare il midollo spinale o i vasi sanguigni vicini, portando potenzialmente a paralisi o ictus. Dopo l’operazione, la paziente si è ripresa costantemente senza anomalie neurologiche, il che significa che ha mantenuto la piena capacità di muovere tutti e quattro gli arti con forza normale. A causa della lesione polmonare, l’équipe medica ha dovuto eseguire una tracheotomia, una piccola apertura praticata nel collo per aiutarla a respirare in sicurezza attraverso un tubo prima di essere dimessa. Nel corso di una degenza ospedaliera di tre settimane, ha continuato a migliorare senza nuove complicazioni o problemi legati ai nervi, un risultato eccezionalmente raro per questo tipo di lesioni.
Parlando del caso, il dottor Dutta ha spiegato: “Questo è stato uno dei casi più gravi che abbiamo riscontrato nel nostro ciclo di trattamento di routine. Una frattura di tipo Hangman causata da strangolamento spesso porta alla morte immediata. Il fatto che la paziente sia sopravvissuta abbastanza a lungo da raggiungerci è stato straordinario. La stabilizzazione di due fratture instabili in una regione così delicata richiedeva una precisione assoluta e la tecnica di Kotil ci ha dato la migliore possibilità di salvarle la vita senza che subisse alcun trauma neurologico.”
Esprimendo la sua gratitudine, la donna ha detto: “Credo davvero di aver avuto una seconda vita. Sono arrivata in ospedale con un dolore insopportabile, non sapendo se avrei mai camminato, mosso o avrei potuto sperimentare di nuovo la vita. Grazie al medici e le loro decisioni rapide, mi sto riprendendo senza alcun danno ai nervi. Sono estremamente grato a tutto il team per avermi dato un’altra possibilità di vita”.
La donna è tornata a casa in condizioni stabili, con forza e mobilità intatte. La sua sopravvivenza e il suo recupero rappresentano non solo un successo medico ma anche un risultato raro in un tipo di lesione che è spesso considerata quasi fatale.



