
Uno studio scientifico ha evidenziato il potenziale di un materiale nanocomposito a base di seta contenente nanoparticelle d’argento per uccidere le larve di zanzara, offrendo una possibile nuova strada per controllare la dengue alla fonte.
La ricerca, recentemente pubblicata dallo scienziato dottor Dinesh Amalnerkar e dall’accademico dottor Ravindra Chaudhari e dal loro team sulla rivista “Nature Scientific Reports”, ha scoperto che una pellicola realizzata con fibroina di seta incorporata con nanoparticelle d’argento ha raggiunto una mortalità del 100% tra gli stadi larvali testati e le pupe di Aedes a Egypti, la zanzara principalmente responsabile della trasmissione della dengue.
Amalnekar, un nanotecnologo senior, è presidente dell’Accademia delle scienze del Maharashtra con sede in città, mentre Chaudhari è professore in un college nella città di Junnar, nel distretto di Pune.
Lo studio arriva in un momento in cui Pune sta assistendo ad un aumento dei casi di malattia trasmessa dalle zanzare.
I ricercatori hanno utilizzato la fibroina della seta, una proteina naturale ottenuta dai bozzoli dei bachi da seta, come matrice per incorporare nanoparticelle di argento e oro. I film nanocompositi risultanti sono stati testati rispetto a diversi stadi di sviluppo di Aedes a Egypti.
Il nanocomposito a base di argento ha raggiunto una mortalità del 100% in tutti gli stadi larvali e pupe testati nelle condizioni sperimentali. Secondo lo studio, il materiale a base di oro ha registrato una mortalità compresa tra l’86% e il 98%.
I ricercatori hanno anche esaminato le implicazioni ambientali del materiale. Immobilizzare le nanoparticelle all’interno della matrice a base di seta potrebbe aiutare a controllarne il rilascio nell’ambiente circostante, riducendo potenzialmente i rischi associati alle nanoparticelle liberamente disperse.
Lo studio non ha riportato effetti evidenti sulle specie ittiche non bersaglio testate nelle condizioni di laboratorio utilizzate. Tuttavia, sarebbero necessarie ulteriori ricerche per stabilire la sicurezza e l’efficacia del materiale in diverse condizioni sul campo.
L’approccio si basa sul principio che eliminare le zanzare prima che emergano da adulte può aiutare a interrompere il loro ciclo riproduttivo. A differenza del controllo delle zanzare adulte, il controllo delle larve prende di mira i siti di riproduzione prima che gli insetti diventino in grado di diffondere l’infezione.
I risultati non stabiliscono che il nanocomposito sia pronto per l’uso municipale di routine. La sua efficacia nelle condizioni del mondo reale, la sicurezza ambientale a lungo termine, i costi e l’idoneità al trattamento di diversi tipi di siti di stoccaggio dell’acqua dovrebbero essere valutati prima dell’implementazione su larga scala, hanno osservato i ricercatori.
Hanno sostenuto che l’approccio nanocomposito a base di seta potrebbe avere un potenziale per future applicazioni di controllo delle zanzare, soggette a ulteriore valutazione.
I risultati assumono importanza poiché la Pune Municipal Corporation (PMC) ha segnalato un aumento dei casi di dengue, con l’amministrazione civica che ha intensificato le misure per controllare la riproduzione delle zanzare in tutta la città.
Il commissario municipale di Pune, Naval Kishore Ram, ha recentemente esaminato la situazione durante un incontro presso l’ospedale per le malattie infettive Dr Naidu e ha ordinato ai dipartimenti civici di rafforzare le misure preventive per frenare la diffusione della malattia trasmessa dalle zanzare.
Secondo i dati civici, il PMC ha registrato 2.291 casi di dengue tra il 1° gennaio e il 20 ottobre di quest’anno.
Quest’anno le squadre civiche hanno ispezionato circa 14 lakh di case e più di 28,31 lakh di contenitori per lo stoccaggio dell’acqua. Larve di zanzara sono state rilevate in 18.885 contenitori in circa 13.000 case, provocando avvisi ai proprietari di immobili e la riscossione di sanzioni.
L’amministrazione ha identificato l’acqua stagnante nei cantieri edili, nelle discariche di rifiuti e nei locali residenziali come principali terreni fertili. Anche lo stoccaggio dell’acqua reso necessario dalle interruzioni della fornitura e l’acqua raccolta nei vasi delle piante hanno contribuito al problema.
In questo contesto, lo studio dei ricercatori di Pune descrive un potenziale approccio alternativo ai metodi convenzionali di controllo delle zanzare.
La PMC ha intensificato le operazioni anti-larve, l’annebbiamento negli hotspot della dengue e le campagne di sensibilizzazione. L’ente civico ha esortato i cittadini a coprire i contenitori per la conservazione dell’acqua, a prevenire il ristagno idrico e ad osservare una giornata asciutta settimanale per ridurre la riproduzione delle zanzare.
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