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Un multivitaminico al giorno aiuta gli over 60 a restare autonomi? Cosa dice davvero il nuovo studio

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Un’analisi condotta su oltre 16.000 persone di età superiore ai 60 anni suggerisce che coloro che assumono quotidianamente un integratore multivitaminico riportano meno sintomi e meno difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane dopo tre anni, rispetto a chi ha ricevuto un placebo. I dati, presentati a una conferenza negli Stati Uniti alla fine di luglio, non sono ancora stati pubblicati su una rivista scientifica, pertanto vanno interpretati con cautela.

Non le malattie, ma la vita di tutti i giorni

La ricerca è stata presentata il 27 luglio al NUTRITION 2026, il meeting annuale dell’American Society for Nutrition, tenutosi a National Harbor, nel Maryland. Si tratta di un’analisi secondaria di COSMOS (COcoa Supplement and Multivitamin Outcomes Study), un ampio studio randomizzato in cui i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere un multivitaminico, un estratto di cacao, entrambi o nessuno dei due, con un placebo come gruppo di controllo.

Ciò che distingue questo studio dalla maggior parte delle ricerche sugli integratori è l’obiettivo scelto. Studi di grandi dimensioni in genere contano attacchi di cuore, tumori e decessi. Qui i ricercatori hanno invece misurato la cosiddetta salute funzionale: l’effettiva capacità di lavarsi, vestirsi, salire le scale e prendersi cura della casa senza essere ostacolati dalla stanchezza o dalla mancanza di respiro. Spesso è questa capacità, più della diagnosi riportata nella cartella clinica, a determinare se una persona anziana continuerà a vivere in modo indipendente.

L’analisi è stata condotta da Bayu B. Bekele, ricercatore post-dottorato presso il Georgia Prevention Institute presso il Medical College of Georgia (Università di Augusta), insieme a Yanbin Dong, che dirige lo stesso istituto.

I risultati

Dopo tre anni, il gruppo che assumeva il multivitaminico ha ottenuto punteggi di salute funzionale significativamente migliori rispetto al gruppo placebo. Le differenze più significative si sono riscontrate nel carico sintomatologico – minore affaticamento e minore dispnea – e nel punteggio complessivo. Secondo gli autori, l’effetto potrebbe essere dovuto al mantenimento delle capacità cognitive, nonché ai benefici per la circolazione e la resistenza fisica.

Il beneficio è risultato più evidente nei soggetti che presentavano già una patologia cardiovascolare: nei partecipanti con stenosi carotidea, i ricercatori riportano che il miglioramento ha raggiunto una soglia considerata clinicamente rilevante. L’estratto di cacao, tuttavia, non ha prodotto miglioramenti significativi in ​​tutti i partecipanti, mostrando un beneficio solo in quelli con insufficienza cardiaca congestizia.

Lo stesso Bekele raccomanda cautela: ritiene che il multivitaminico sia “un’aggiunta utile e a basso rischio a uno stile di vita sano”, ma non un sostituto di una buona alimentazione o dell’attività fisica.

Perché servono cautela e contesto

Tre avvertenze meritano di stare accanto al titolo, non in fondo all’articolo.

Innanzitutto, i risultati sono stati presentati sotto forma di abstract per una conferenza. Gli abstract vengono selezionati da un comitato di esperti, ma non sono stati sottoposti a revisione paritaria da parte di una rivista scientifica e i dati potrebbero subire variazioni prima della pubblicazione definitiva.

In secondo luogo, si tratta di un’analisi secondaria, ovvero condotta su una questione diversa da quella per cui lo studio era stato originariamente concepito.

Il terzo punto riguarda la modalità di misurazione dello stato di salute funzionale, ovvero il Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire, un questionario autocompilato progettato per pazienti con insufficienza cardiaca. In altre parole, i partecipanti hanno riferito di sentirsi meglio; non sono stati riportati test oggettivi di performance fisica a supporto di tale conclusione.

Infine, per trasparenza, va precisato che le compresse utilizzate nello studio sono state fornite gratuitamente da Pfizer Consumer Healthcare – ora Haleon, produttrice di Centrum Silver – e da Mars Edge. L’analisi è stata finanziata dal National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti (grant HL157665).

Cosa farne, in pratica

I multivitaminici restano gli integratori più utilizzati in assoluto e, alle dosi comuni, sono considerati a basso rischio. Questo studio non dimostra che una compressa al giorno preservi l’autonomia, ma aggiunge un tassello a un filone di ricerca che merita di essere seguito.

Il consiglio degli stessi autori resta il più solido: prima di iniziare qualsiasi integrazione conviene parlarne con il proprio medico, soprattutto in presenza di terapie in corso. E nessuna compressa sostituisce ciò che, su questo terreno, ha prove ben più robuste: alimentazione equilibrata e movimento regolare.

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