Lunedì molto difficile per la Federcalcio belga (RBFA).
Poche ore dopo che la FIFA aveva annunciato che non avrebbe accolto il ricorso della RBFA contro la sospensione del cartellino rosso imposta all’attaccante statunitense Folarin Balogun, l’organo di governo del calcio belga ha rilasciato una dura dichiarazione contestando la decisione e accusando la FIFA di infrangere le proprie regole.
Nella dichiarazione, la RBFA ha affermato di non aver ricevuto una motivazione scritta per la decisione della FIFA di sospendere il cartellino rosso. Il che, sostengono, è una “violazione delle norme FIFA”.
Inoltre, la federazione ha affermato di aver informato la Federazione calcistica degli Stati Uniti (USSF) di aver contestato l’idoneità di Balogun e che “tutte le ulteriori azioni” rimarranno aperte.
Balogun ha ricevuto il cartellino rosso al 64° minuto della partita dei sedicesimi di finale della squadra nazionale maschile degli Stati Uniti (USMNT) contro la Bosnia ed Erzegovina la scorsa settimana. Durante la giocata in questione, un giocatore di B&H si è avvicinato e ha contattato Balogun da dietro. Il giocatore statunitense ha alzato ed esteso la gamba mentre giocava la palla e non conosceva la posizione esatta del giocatore della B&H.
Nessuna chiamata è stata emessa durante l’azione dal vivo.
Tuttavia, l’arbitro brasiliano Rafael Claus è stato incaricato di rivedere l’incidente tramite il video assistente arbitrale (VAR). Mentre le regole FIFA consentono di utilizzare il VAR per valutare la gravità di una sanzione, i codici disciplinari impongono che l’arbitro incaricato del controllo guardi il replay a velocità normale, soprattutto se sul campo non è stato assegnato alcun fallo o cartellino giallo.
Claus, tuttavia, ha rivisto il movimento di Balogun nello spettacolo utilizzando il rallentatore e immagini fisse. Ciò è severamente vietato, visto che in campo non è stata data alcuna chiamata.
I funzionari del calcio statunitense hanno contestato il cartellino rosso sulla base del fatto che Claus non aveva seguito la corretta procedura di revisione e la FIFA ha sospeso il cartellino rosso nel merito di quel caso.
Nello specifico, la FIFA ha fatto riferimento ai suoi poteri ai sensi dell’articolo 27, secondo il quale “l’organo giudiziario può decidere di sospendere in tutto o in parte l’attuazione di una misura disciplinare”.
E aggiunge: “Se il soggetto beneficiario della sanzione sospesa commette un’altra violazione di analoga natura e gravità durante il periodo di prova, la sospensione è revocata dall’organo giudiziario e la sanzione viene applicata, fatta salva l’eventuale ulteriore sanzione irrogata per la nuova violazione”.



