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La Spagna può concedere l’amnistia ai migranti illegali con precedenti penali

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I migranti illegali in Spagna con precedenti penali potrebbero ancora beneficiare dell’amnistia di massa del governo spagnolo grazie ai nuovi cambiamenti nelle norme sull’immigrazione del paese, scrive il quotidiano El Mundo riportato di venerdì.

Il governo socialista guidato dal primo ministro Pedro Sánchez ha aderito Martedì il suo regio decreto di amnistia di massa per garantire lo status legale a mezzo milione di migranti illegali che vivono in Spagna, a condizione che rispettino un elenco di requisiti particolarmente permissivo, uno dei quali afferma che il migrante non deve avere “precedenti penali e non rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la salute pubblica”.

El Mondo riferisce che il decreto di amnistia di massa, pubblicato mercoledì sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato, accompagna la riforma delle norme spagnole sull’immigrazione che recita: “La semplice presenza di precedenti penali nel verbale della polizia non costituisce, di per sé, automaticamente motivo di negazione dell’autorizzazione”.

El Mundo ha spiegato che l’Unità di elaborazione dei casi di immigrazione del Ministero dell’inclusione (UTEX) è l’ufficio incaricato di certificare che un migrante non “rappresenta una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la salute pubblica” attraverso il casellario giudiziario dell’individuo e “la valutazione del relativo rapporto di polizia”.

Il giornale ha espresso preoccupazione per la procedura relativa alla clausola specifica che stabilisce che la presenza di precedenti penali non costituisce motivo di rifiuto, poiché l’UTEX, esaminando i precedenti penali del migrante, è l’istituzione che in ultima analisi determina se l’individuo costituisce una “minaccia” o meno per l’ordine pubblico.

La normativa precisa che la valutazione sarà effettuata “caso per caso e in modo approfondito”, esaminando le circostanze specifiche di ogni singolo caso.

Lo hanno riferito fonti del Ministero dell’Inclusione El Mundo che “la capacità operativa e le risorse gestionali sono state aumentate” per gestire il numero di domande ricevute e che sono “preparati” ad attuare questa misura eccezionale in modo “snello” e “tempestivo”.

Il decreto di amnistia di massa è entrato ufficialmente in vigore giovedì 16 aprile. Secondo i termini del decreto, il periodo per la presentazione delle domande durerà fino al 30 giugno.

“La regolarizzazione non è solo necessaria: è giusta. Significa riconoscere una realtà che già esiste. Significa garantire diritti e responsabilità, dignità e coesione sociale”, ha affermato il primo ministro Pedro Sánchez attraverso un post sui social media giovedì sera.

“Continuiamo a lavorare per migliorare la vita delle persone”, ha continuato.

Giovedì la Corte Suprema di Spagna respinto una richiesta di ingiunzione urgente contro il decreto di amnistia di massa presentata dall’Associazione spagnola no-profit per la Riconciliazione e la Verità Storica. Il tribunale ha stabilito che “non sussistono circostanze di particolare urgenza” che giustifichino l’adozione del provvedimento d’urgenza richiesto e ha disposto che il procedimento ingiuntivo preliminare venga gestito secondo la procedura ordinaria, concedendo al governo spagnolo un termine di 10 giorni per presentare una risposta.



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