Migliaia di poliziotti sono stati schierati per tenere separate le manifestazioni mentre l’iniziativa di “remigrazione” di estrema destra guadagna terreno.
Pubblicato il 13 giugno 2026
Decine di migliaia di persone sono scese nelle strade della capitale italiana per manifestazioni rivali sulla politica migratoria, mentre una proposta di estrema destra che mira a misure intransigenti sulla migrazione è destinata ad avanzare alla discussione in parlamento.
Sabato una marcia anti-immigrazione nel quartiere Prati di Roma ha attirato diverse migliaia di partecipanti, mentre un evento concorrente a favore dell’immigrazione in una parte separata della città ha attirato decine di migliaia.
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Sono stati inoltre dispiegati migliaia di poliziotti per garantire che i due gruppi rivali rimanessero separati.
Le manifestazioni arrivano dopo che una petizione a sostegno di misure radicali contro gli stranieri – compresi i rimpatri coercitivi nei loro paesi di origine – ha raccolto 50.000 firme necessarie per innescare la discussione parlamentare.
Intitolata “Remigrazione e Riconquista”, la petizione ha promosso il concetto un tempo marginale di “remigrazione” – che in contesti di estrema destra può significare la deportazione di massa delle minoranze etniche – nel mainstream politico.
“Vogliamo cacciare gli immigrati clandestini, costringerli ad andarsene, perché non dovrebbero essere qui”, ha detto Luca Marsella, portavoce del gruppo neofascista Casapound, alla manifestazione anti-migranti di sabato.
“E poiché non siamo politicamente corretti, diremo che vogliamo rimandare a casa anche gli immigrati legali, quelli che chiaramente non si sono assimilati o integrati.”
In diverse occasioni durante la marcia anti-migranti, molti partecipanti hanno alzato le braccia in un saluto fascista, gridando “Duce! Duce!”, in riferimento al dittatore italiano Benito Mussolini, ha riferito l’Associated Press.

‘Incompatibile con la Costituzione italiana’
Il dibattito sulla migrazione rappresenta un delicato equilibrio La coalizione di destra del premier Giorgia Meloni.
Mentre la Lega, partito anti-immigrazione nella sua coalizione, sostiene l’apertura della discussione sulla petizione, Fratelli d’Italia della Meloni e gli alleati centristi sono stati più cauti nel sostenere una proposta legata ad ambienti estremisti.
I critici, compresi i partiti di opposizione e gli esperti legali, sostengono che la proposta violerebbe i principi costituzionali e internazionali contro la discriminazione prendendo di mira le persone in base all’origine etnica, compresi i cittadini naturalizzati e i loro discendenti.
“La cosiddetta legge sull’immigrazione invoca una logica di esclusione basata sull’origine etnica e culturale che è incompatibile con la Costituzione italiana e con i principi fondamentali dello Stato di diritto”, ha detto il politico di sinistra Angelo Bonelli, secondo il quotidiano italiano la Repubblica.
La controversia arriva proprio mentre il governo Meloni persegue una politica parallela di espansione dell’immigrazione legale, avendo approvato un piano pluriennale per ammettere centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari per far fronte alla carenza di manodopera in settori economici chiave.



