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La mappa mostra il grado di approvazione di Donald Trump in ogni stato dopo 16 mesi

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Nuova nazionale sondaggio spettacoli Presidente Donald Trump rimane sott’acqua a livello nazionale e in tutti gli stati chiave del campo di battaglia, con l’approvazione che segue la disapprovazione a 16 mesi dall’inizio del suo secondo mandato.

Punti chiave

Perché è importante

Trump è tornato in carica nel gennaio 2025 con forte sostegno repubblicano ma un sostegno limitato oltre la sua base, una dinamica che continua a definire la sua presidenza.

Con intermedi Con l’avvicinarsi della crisi, anche piccoli cambiamenti negli stati strettamente divisi potrebbero avere conseguenze enormi per il controllo del Congresso.

Gli elettori in una manciata di Stati indecisi – dove i margini sono più ristretti – probabilmente giocheranno un ruolo decisivo.

I confini di stato raccontano parte della storia. Il divario più grande, come mostrato nel grafico qui sotto, riguarda quali gruppi demografici sostengono Trump e quali no.

Cosa sapere

Gli ultimi dati provengono dal sondaggio nazionale online di Civiqs condotto su 105.525 elettori registrati, che copre il periodo da gennaio 2025 al 19 maggio 2026.

Utilizzando un ampio panel interno e modelli statistici, l’indagine produce stime mobili dell’opinione pubblica piuttosto che una singola istantanea.

A livello nazionale, l’approvazione di Trump si attesta al 38%, rispetto al 58% di disapprovazione, lasciandolo chiaramente sott’acqua con una rete indice di gradimento di -20.

Il divario è netto. Nel Wyoming, quasi sei elettori su dieci approvano le prestazioni lavorative di Trump. Alle Hawaii, quasi otto su dieci disapprovano. Tra questi poli si trova una via di mezzo stretta ma politicamente critica.

Stati del Rosso Profondo: le roccaforti tengono duro

Il sostegno rimane più forte nelle pianure, nel sud e in alcune parti degli Appalachi, dove Trump continua a comandare una maggioranza netta o vicina ad essa.

Il Wyoming guida il paese con il 59% di approvazione e il 35% di disapprovazione, mentre il West Virginia registra il 55% di approvazione e il 37% di disapprovazione.

North Dakota, Oklahoma, Idaho e Tennessee mostrano tutti modelli simili, con l’approvazione ben prima della disapprovazione.

Qui i numeri parlano di durabilità. Le opinioni in questi stati sembrano consolidate, con Trump che mantiene il tipo di sostegno che da tempo definisce le roccaforti repubblicane.

Stati rossi magri: i margini si restringono

Al di fuori degli stati del rosso più profondo, il quadro diventa più contrastante.

Indiana (49% approva, 45% disapprova), Kansas (49-44%) e Mississippi (49-46%) mostrano che Trump detiene uno stretto vantaggio.

Altri stati sono ancora più vicini al limite, tra cui Missouri e Nebraska, dove approvazione e disapprovazione sono effettivamente legate.

In luoghi come il Kentucky e la Louisiana, Trump si trova leggermente sott’acqua.

Questi margini più ristretti suggeriscono un sostegno meno uniforme rispetto al nucleo repubblicano e una maggiore sensibilità ai cambiamenti delle condizioni nazionali.

Stati Swing: sott’acqua su tutta la linea

Tutti i principali stati teatro di una battaglia mostrano Trump in territorio negativo, ma non con margini schiaccianti.

L’Arizona (il 42% approva, il 53% disapprova) e la Carolina del Nord (dal 41 al 55%) rimangono relativamente ristrette. La Pennsylvania si attesta tra il 41 e il 54%, mentre il Wisconsin è subito dietro con il 41-55%.

Il Michigan (dal 38 al 57%) e il Nevada (dal 37 al 56%) mostrano divari leggermente più ampi, mentre la Georgia è tra gli stati oscillanti più impegnativi con il 37-57%.

In altre parole, Trump è sott’acqua in tutti i settori che probabilmente decideranno le future elezioni, ma i deficit rimangono entro un intervallo che potrebbe cambiare nelle giuste condizioni.

Con entrambi i partiti radicati altrove, un gruppo relativamente piccolo di elettori potrebbe ancora una volta decidere il controllo del Congresso.

Deep Blue States: l’opposizione resta radicata

Lungo la costa occidentale e nel nord-est l’opposizione resta schiacciante.

Le Hawaii (il 77%) e il Vermont (76%) registrano i livelli di disapprovazione più alti, seguiti dal Maryland (72%) e dal Massachusetts (70%). California, Washington e Oregon mostrano che circa due terzi o più degli elettori disapprovano.

L’approvazione in questi stati raramente supera il 30%, sottolineando un’opposizione profondamente radicata piuttosto che un’insoddisfazione temporanea. Rispetto alle istantanee precedenti, ci sono poche prove di movimenti significativi.

President Donald Trump speaks to the media alongside posters of his proposed White House ballroom amid construction at the White House on May 19, 2026 in Washington, DC.

Cosa guida la mappa

I divari demografici aiutano a spiegare perché la mappa appare in questo modo.

Gli elettori più giovani rimangono i più contrari, con il 70% di quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni che disapprovano rispetto al 23% che approva. Al contrario, gli elettori di età pari o superiore a 50 anni sono divisi molto più equamente.

Anche il divario di genere è pronunciato. Gli uomini sono quasi equamente divisi, mentre le donne disapprovano con più di 30 punti. L’istruzione allarga ulteriormente il divario, con l’approvazione che scende dal 41% tra i laureati al 25% tra i laureati.

Gli indipendenti, spesso decisivi negli stati teatro di una battaglia, sono chiaramente negativi, con il 31% di approvazione e il 61% di disapprovazione, contribuendo a spiegare perché Trump rimane sott’acqua in ogni stato indeciso.

Cosa dice la Casa Bianca

La Casa Bianca ha costantemente minimizzato l’importanza dei recenti sondaggi, indicando invece la vittoria elettorale di Trump nel 2024 come la misura più chiara del sostegno pubblico.

Il portavoce Davis Ingle ha sottolineato l’entità di quella vittoria, con circa 80 milioni di americani che hanno votato per Trump, e lo ha definito il mandato principale dell’amministrazione.

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