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Il trasferimento dei fascicoli dell’ex Jampidsus Febrie Adriansyah alla Procura generale è considerato tattico e pratico

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Giovedì 16 luglio 2026 – 22:34 WIB

Giacarta – L’analista politico e giuridico Boni Hargens valuta che il trasferimento dei dossier sulla presunta corruzione nel carbone che ha trascinato l’ex JampidsusFebrie Adriansyah da Polizia nazionale alla Procura Generale (Procuratore generale) rappresenta un passo tattico e pratico per prevenire scontri istituzionali.


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Boni ha spiegato che le iniziative della Polizia di Stato rappresentano una risposta istituzionale razionale, vale a dire un meccanismo per evitare scontri tra le forze dell’ordine che potrebbero danneggiare l’intero processo di applicazione della legge.

“In questo contesto, l’interesse a mantenere l’armonia istituzionale tra la Polizia nazionale e la Procura generale è considerato più urgente del rigido rispetto procedurale. Questa differenza di prospettiva riflette la classica tensione tra legalità formale ed efficacia pratica nel sistema giuridico indonesiano”, ha affermato Boni nella sua dichiarazione, giovedì 16 luglio 2026.


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Boni ritiene che la differenza tra consegnare fascicoli e consegnare fascicoli per proseguire un’indagine non sia solo semantica, ma riguardi piuttosto la giurisdizione, la responsabilità legale e la validità del processo giudiziario.

Inoltre, Boni ha spiegato che nel sistema giuridico indonesiano esistono numerose basi giuridiche che possono essere utilizzate per giustificare giuridicamente la decisione della polizia.


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“Il primo è l’articolo 14 della legge n. 2 del 2002 (legge Polri). Stabilisce che la Polizia nazionale ha autorità discrezionale nel determinare le priorità e le strategie investigative, compreso il coordinamento tra agenzie per l’efficacia della gestione dei casi, come base per la validità della presentazione dei fascicoli in modo coordinato”, ha affermato.

Il secondo argomento riguarda gli articoli 38-40 della legge n. 16 del 2004 (Legge sulla Procura). “La Procura ha il potere di coordinare le indagini e le inchieste su determinati atti criminali. Pertanto la presentazione dei fascicoli può essere interpretata come un coordinamento giuridicamente valido tra le forze dell’ordine (sistema di giustizia penale),” ha continuato Boni.

Nel sistema giudiziario penale indonesiano, il pubblico ministero svolge il ruolo di dominus litis, ovvero il sovrano del caso. La presentazione dei fascicoli alla procura può essere interpretata come una forma di coinvolgimento del pubblico ministero nel processo investigativo, che di fatto rafforza la legalità dell’azione penale in futuro.

Boni ha affermato che il sistema di giustizia penale indonesiano dà priorità all’integrazione tra i sottosistemi, vale a dire la polizia nazionale, l’ufficio del pubblico ministero, i tribunali e le carceri.

L’argomento più forte a favore della Polizia Nazionale, secondo Boni, è quello di inquadrare questo passaggio non come una delega tecnica nel KUHAP, ma come un coordinamento istituzionale tra le forze dell’ordine supportate dalla Legge sulla Polizia Nazionale, dalla Legge del Pubblico Ministero e dal principio SPP integrato in modo che non sia tenuta a rispettare i requisiti P21 regolati nel KUHAP.

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“Le iniziative della Polizia Nazionale possono essere definite una manifestazione del coordinamento dell’SPP imposto dai principi generali del diritto processuale penale”, ha affermato.

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