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Guerra all’Iran: cosa sta succedendo nel 46° giorno del conflitto USA-Iran?

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Gli Stati Uniti hanno avviato un blocco sui porti iraniani, ma Trump ha affermato che c’è ancora una possibilità per Teheran di raggiungere un accordo.

Il presidente Donald Trump ha affermato che c’è ancora spazio perché l’Iran raggiunga un accordo, nonostante il blocco statunitense Porti iranianimentre Israele intensificava la sua invasione del Libano meridionale.

L’Iran ha accusato Washington di “pirateria” mentre migliaia di persone si sono radunate a Teheran contro la mossa, che prende di mira le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz.

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L’agenzia di stampa Associated Press ha riferito martedì che gli sforzi diplomatici per rilanciare i colloqui tra Stati Uniti e Iran continuano, con il Pakistan che si è offerto di ospitare un secondo round di negoziati a Islamabad questa settimana.

Ecco cosa sappiamo:

Nell’Iran

  • Blocco e proteste statunitensi: Le misure americane vengono ora applicate, provocando accuse iraniane di “pirateria” e manifestazioni a Teheran contro le restrizioni al traffico marittimo.
  • Teheran definisce il blocco “illegale”: Le forze armate iraniane hanno condannato la mossa come illegale, avvertendo che prendere di mira i suoi porti potrebbe mettere a rischio la navigazione attraverso il Golfo.
  • L’IRGC avverte di un’escalation: Un portavoce della Guardia Rivoluzionaria ha affermato che l’Iran ha ancora “capacità inutilizzate” e potrebbe impiegare nuove tattiche se il conflitto si aggravasse.
  • Teheran sostiene il papa: Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha elogiato Papa Leone XIV per aver condannato la guerra, definendo la sua posizione “intrepida”.
  • La Russia ritira il personale nucleare: La Russia ha ritirato la maggior parte del suo personale dall’unica centrale nucleare iraniana, costruita con il sostegno di Mosca, secondo il capo dell’agenzia per l’energia atomica del paese.

Diplomazia di guerra

  • Il Qatar sollecita la mediazione: Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha esortato l’Iran e gli Stati Uniti a impegnarsi in modo costruttivo negli sforzi di mediazione.
  • Il Pakistan dice che la tregua “mantiene”: Il primo ministro Shehbaz Sharif ha affermato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran “regge”, con gli sforzi in corso per raggiungere un accordo dopo il fallimento dei colloqui del fine settimana.
  • Aumentano le interruzioni delle spedizioni: Un portavoce delle Nazioni Unite ha affermato che “non esiste una soluzione militare”, avvertendo che l’instabilità nello Stretto di Hormuz sta peggiorando la fragilità economica globale. Circa 20.000 navi risultano bloccate, con le catene di approvvigionamento, compresi i fertilizzanti, sotto pressione.
  • Spingere per includere il Libano: Il Regno Unito ha sollecitato l’inclusione del Libano in un quadro più ampio di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, che attualmente esclude i combattimenti che coinvolgono Hezbollah.
  • Colloqui previsti con il Libano nonostante i combattimenti: Martedì gli ambasciatori israeliani e libanesi terranno colloqui a Washington DC, volti a fermare la guerra.
  • Hezbollah rifiuta i negoziati: Lunedì il leader di Hezbollah Naim Qassem ha esortato il Libano a cancellare l’accordo incontro previsto a Washington, ribadendo l’opposizione del suo gruppo a qualsiasi impegno diretto con Israele.
  • La Russia accetterà l’uranio iraniano: Il Cremlino ha ripetuto l’offerta di accettare l’uranio arricchito dell’Iran come parte di un potenziale accordo con gli Stati Uniti. Nei commenti riportati dall’agenzia di stampa statale russa RIA Novosti, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la proposta “è stata espressa dal presidente (Vladimir) Putin in contatti sia con gli Stati Uniti che con gli stati regionali”.

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Negli Stati Uniti

  • L’Iran “vuole un accordo”: Trump ha affermato che i rappresentanti iraniani si sono impegnati a perseguire un accordo di pace dopo che i colloqui in Pakistan si sono conclusi senza alcun risultato. “Vorrebbero fare un accordo. Molto male”, ha detto ai giornalisti, senza specificare chi si è messo in contatto.
  • Nessuna scusa per le osservazioni del Papa: Trump ha detto di non avere “nulla di cui scusarsi” dopo aver criticato Papa Leone XIV per aver chiesto la fine del conflitto. Ha descritto il papa come “debole” su questioni chiave, compreso l’Iran.
  • Avvertimento sulle navi iraniane: Trump ha affermato che le forze statunitensi distruggeranno qualsiasi “nave da attacco rapido” iraniana che si avvicinerà al blocco navale ora in vigore.
  • Politica interna e poteri di guerra: I democratici al Senato, guidati da Chuck Schumer, stanno spingendo per un altro voto per frenare l’autorità di Trump di dichiarare guerra all’Iran. Schumer ha criticato la campagna definendola un “fallimento epico”, citando l’aumento dei prezzi del carburante negli Stati Uniti, mentre gli sforzi precedenti erano stati bloccati dai repubblicani.
  • Arresti di manifestanti: La polizia di New York City ha arrestato circa 90 manifestanti a Manhattan mentre bloccavano il traffico per protestare contro la guerra all’Iran e la vendita di armi da parte degli Stati Uniti a Israele. Jewish Voice for Peace, il gruppo che guida la protesta, ha detto che tra le persone prese in custodia c’erano l’informatrice Chelsea Manning, l’attore Hari Nef e il membro del consiglio comunale di New York Alexa Aviles.
  • Trump inveisce contro il Papa: Trump ha raddoppiato le sue critiche Papa Leone XIVdefinendo “sbagliata” l’opposizione del pontefice alla guerra in Iran e accusandolo di essere “debole sul fronte della criminalità”.

In Israele

  • Israele spinge verso la “zona cuscinetto”: L’esercito israeliano sta continuando le operazioni di terra e i raid aerei nel sud del Libano, demolendo gli edifici nelle città di confine come Naqoura come parte degli sforzi per creare una “zona cuscinetto”.
  • Hezbollah intensifica gli attacchi: I combattenti hanno lanciato razzi e droni contro truppe e veicoli israeliani in aree tra cui Bint Jbeil e Biyyada.
  • Accuse contro Israele: Il capo di Hezbollah Qassem ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di perseguire l’agenda del “Grande Israele” con il sostegno degli Stati Uniti.
  • Tensioni con l’Italia: Israele ha convocato l’ambasciatore italiano dopo che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato gli attacchi a Beirut come “inaccettabili”, in seguito alla notizia di oltre 300 morti.
  • L’esercito israeliano ha detto che un soldato è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti durante la battaglia nel sud del Libano.

In Libano

  • Israele continua ad attaccare il Libano: Israele ha intensificato la sua invasione del Libano meridionale, poiché il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo sale ad almeno 2.089.
  • Un attacco di droni israeliani ha colpito un’auto che viaggiava vicino a Nabatieh, nel Libano meridionale, uccidendo almeno due persone, ha riferito martedì la National News Agency. I nostri colleghi di Al Jazeera Arabic affermano che le forze israeliane hanno lanciato due raid sulle città di Machgharah e Sohmor nella valle orientale della Bekaa.
  • Opinione pubblica divisa: I cittadini libanesi appaiono divisi sui negoziati, con alcuni che esprimono la stanchezza dovuta alla guerra e sperano in una svolta diplomatica, mentre altri rimangono scettici sulle intenzioni di Israele e dubitano che qualsiasi accordo possa reggere.
  • Il ministro degli Esteri canadese Anita Anand ha confermato in un comunicato pubblicato su X che un cittadino canadese è morto nel sud del Libano. Il ministro non ha fornito dettagli sugli eventi che hanno portato alla morte del canadese.

Stretto di Hormuz e crisi energetica

  • L’agenzia di stampa Reuters riferisce che una petroliera cinese autorizzata da Washington ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco statunitense sulla via navigabile. La petroliera e il suo proprietario, Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, erano stati precedentemente sanzionati dagli Stati Uniti per aver trattato con l’Iran.
  • Il segretario americano all’Energia Chris Wright ha affermato che i prezzi del petrolio potrebbero continuare a salire fino a quando “non avremo un traffico navale significativo attraverso lo Stretto di Hormuz”.

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