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I medici di Calcutta salvano una donna che sviene continuamente a causa della pioggia

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I medici di Calcutta hanno diagnosticato e trattato con successo una rara condizione neurologica chiamata ipertensione intracranica idiopatica (IIH), che è un raro disturbo neurologico in cui la pressione all’interno del cranio (pressione intracranica) aumenta senza una causa evidente, come un tumore al cervello, sanguinamento o infezione; il termine “idiopatico” significa che la causa esatta è sconosciuta).

La donna, 50 anni, soffriva da diversi mesi di ripetuti episodi di svenimento, forti mal di testa e progressivi disturbi della vista. Nonostante sia stata sottoposta a molteplici valutazioni cardiache, inclusa l’angiografia, la causa alla base dei suoi sintomi è rimasta inosservata.

Un team multidisciplinare guidato dal dottor Koushik Dutta, consulente – Neurologia; Dr Soumya Kanti Dutta, consulente – Cardiologo interventista; e il dottor Nirmalya Ray, consulente – Neuroradiologia, presso il Manipal Hospital EM Bypass, con il supporto del dottor Sukalyan Purkayastha, direttore – Neurointervento e chirurgia endovascolare, Scienze dell’immagine e radiologia interventistica, Manipal Hospital Mukundapur, e il dottor Samar Chakraborty, consulente – Anestesista, Manipal Hospital Dhakuria, hanno identificato accuratamente la condizione e l’hanno trattata con successo attraverso una procedura avanzata minimamente invasiva.

La donna soffriva di questi problemi da molto tempo. Poiché questi sintomi sono principalmente legati a patologie cardiache, è stata sottoposta a diversi controlli cardiaci, inclusa l’angiografia, tuttavia, tutti i risultati erano normali. Poiché i suoi sintomi continuavano a peggiorare, i medici le hanno consigliato una risonanza magnetica cerebrale e una scansione specializzata chiamata venografia RM, che esamina le vene del cervello. Le scansioni riflettevano un grave restringimento di una delle principali vene responsabili del trasporto del sangue dal cervello.

Ulteriori esami confermarono che questo restringimento aveva causato un aumento eccezionale della pressione all’interno del suo cervello. Una visita oculistica ha rivelato un gonfiore del nervo ottico, indicando che l’aumento della pressione aveva già iniziato a influenzare la sua vista e i medici hanno identificato la malattia come ipertensione intracranica idiopatica (IIH), una condizione rara in cui si accumula pressione all’interno del cervello. In molte persone, ciò accade perché una o più vene che drenano il sangue dal cervello si restringono, impedendo il normale flusso sanguigno. Con l’aumento della pressione, i pazienti possono sviluppare forti mal di testa, visione offuscata, vertigini, vomito e, in alcuni casi, svenimenti ripetuti. Se non diagnosticata e trattata precocemente, la condizione può danneggiare permanentemente il nervo ottico e portare alla perdita della vista.

Dopo aver esaminato i rapporti, il team multidisciplinare ha raccomandato l’angioplastica del seno venoso e lo stent, una procedura avanzata minimamente invasiva utilizzata per aprire la vena ristretta. Durante la procedura, i medici hanno inserito un minuscolo palloncino attraverso un vaso sanguigno per allargare l’area bloccata e quindi hanno posizionato un piccolo tubo a rete chiamato stent per mantenere la vena aperta in modo permanente. Il ripristino del normale flusso sanguigno ha ridotto la pressione all’interno del cervello, contribuendo ad alleviare i sintomi della paziente e proteggendo la sua vista.

Parlando della procedura, il dottor Purkayastha ha affermato: “Questa procedura affronta direttamente la causa alla base dell’ipertensione intracranica idiopatica piuttosto che limitarsi a gestirne i sintomi. Ripristinando il normale flusso sanguigno attraverso il seno venoso ristretto, siamo stati in grado di ridurre la pressione all’interno del cervello, fornendo un sollievo significativo e prevenendo il rischio di perdita permanente della vista. Procedure neurointerventistiche avanzate come lo stent del seno venoso stanno trasformando il modo in cui trattiamo pazienti accuratamente selezionati con IIH”.

Commentando l’esito positivo, il dottor Dutta ha affermato: “Questo caso dimostra l’importanza di guardare oltre la diagnosi ovvia. Non tutti gli episodi di svenimento hanno origine dal cuore. Quando specialisti di diverse discipline lavorano insieme, possiamo identificare precocemente condizioni rare e offrire trattamenti avanzati che migliorano significativamente i risultati dei pazienti e la qualità della vita”.

Sottolineando l’importanza dell’imaging avanzato nel raggiungimento della diagnosi, il dottor Ray ha affermato: “Le moderne tecniche di imaging ci consentono di rilevare condizioni che spesso non vengono rilevate durante le indagini di routine. In questo caso, la risonanza magnetica cerebrale e la venografia RM hanno identificato chiaramente la vena cerebrale ristretta, consentendo al team curante di effettuare una diagnosi accurata e pianificare il trattamento appropriato senza indugio”.

Spiegando la condizione, il dottor Dutta ha affermato: “Mal di testa persistenti, visione offuscata, svenimenti ripetuti e vomito non dovrebbero mai essere ignorati, soprattutto quando le indagini di routine non riescono a identificare una causa. Condizioni come l’ipertensione intracranica idiopatica sono rare ma altamente curabili se diagnosticate precocemente. Una diagnosi ritardata può danneggiare il nervo ottico e portare alla perdita permanente della vista. Il riconoscimento precoce e l’intervento tempestivo sono quindi cruciali per alleviare i sintomi e preservare la vista del paziente”.

Dopo la procedura, la donna si riprese notevolmente bene. I suoi episodi di svenimento sono cessati completamente, i suoi mal di testa si sono ridotti significativamente e la sua vista è migliorata. È stata dimessa in condizioni stabili e continua a stare bene. Esprimendo la sua gratitudine, la donna ha detto: “Per mesi ho vissuto con la paura perché non sapevo mai quando avrei perso improvvisamente conoscenza. Ogni test a cui mi sono sottoposta non è riuscito a fornire risposte. I medici non hanno mai smesso di cercare la vera causa della mia malattia. Oggi posso trascorrere del tempo con la mia famiglia senza paura, e per questo rimarrò sempre profondamente grata a ogni medico e operatore sanitario che mi è stato accanto durante questo difficile viaggio”.

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