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Papa Leone ha presentato la nuova enciclica del Vaticano, “Magnifica Humanitas”, avvertendolo intelligenza artificiale rischia di diventare uno strumento di “dominio, esclusione e morte” a meno che i governi e le istituzioni non pongano limiti morali alla tecnologia in rapido sviluppo.
Il Vaticano sta entrando formalmente nel dibattito globale sull’intelligenza artificiale mentre i governi e le aziende tecnologiche corrono per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale sempre più potenti con una regolamentazione internazionale limitata.
Il pontefice ha fatto riferimento all’enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII del 1891, che affrontava lo sfruttamento dei lavoratori durante la rivoluzione industriale, sostenendo che l’intelligenza artificiale rappresenta un momento altrettanto trasformativo minacciando la dignità umana.
“Oggi ci troviamo di fronte ad una trasformazione di simile portata, con conseguenze forse anche maggiori”, ha affermato il Papa.

Papa Leone avverte nella nuova enciclica vaticana che l’intelligenza artificiale potrebbe diventare una forza di “dominio, esclusione e morte” senza limiti morali. (Alberto PIZZOLI/AFP tramite Getty Images)
Il Papa ha messo in guardia contro i sistemi d’arma sempre più autonomi che sfuggono al controllo umano significativo. Ha anche affermato che i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero bloccare l’accesso all’assistenza sanitaria, all’occupazione e alla sicurezza a causa di dati distorti. Ha paragonato la governance dell’IA a controllo degli armamenti nucleari.
“Come energia nuclearedeve essere al servizio di tutti e del bene comune”, ha affermato.

Papa Leone XIV guida una veglia per la pace nella Basilica di San Pietro in Vaticano l’11 aprile 2026. (Gregorio Borgia/AP)
Il Papa ha affermato che il solo disarmo dell’intelligenza artificiale non è sufficiente e ha invitato i governi e le istituzioni a “costruire” sistemi radicati nella fiducia e nella dignità umana. Ricordando devastante inondazioni in Perù, ha affermato, ricostruire significa ripristinare la fiducia e la speranza.
PERCHÉ UN’ISTRUZIONE CLASSICA PUÒ ESSERE LA CHIAVE DEL FUTURO DELL’UMANITÀ NELL’ERA DELL’AI

Papa Leone XIV guida la preghiera dell’Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico in Vaticano il 1 marzo 2026, avvertendo che l’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di diventare un “abisso irreparabile”. (REUTERS/Guglielmo Mangiapane)
Il papa ha anche esposto l’argomentazione più ampia della Chiesa sull’umanità e sulla tecnologia.
“La persona porta in sé una libertà, un’interiorità e una vocazione all’amore e al culto che nessuna macchina può sostituire”, ha affermato.
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Il Vaticano sta tentando di inserire la teologia morale in una corsa agli armamenti tecnologici in gran parte secolare.
“Restate svegli”, ha esortato il papa, avvertendo l’umanità di non arrendersi giudizio morale sulle macchine.



