Il terremoto ha colpito a meno di due mesi di distanza dai due terremoti avevano devastato il Venezuela.
L’epicentro del terremoto di magnitudo 7,4 in Colombia era nel Chocó, una regione rurale lungo la costa pacifica del Paese che ospita una numerosa popolazione afro-colombiana e comunità indigene. Isolate dalla conformazione geografica e dalla mancanza di strade percorribili, alcune comunità costiere sono da tempo accessibili solo via mare.
Anche i paesi e le piccole città della vicina regione produttrice di caffè, la Valle del Cauca, hanno subito gravi danni, secondo quanto riferito dalle autorità.
Da decenni la Colombia è impantanata in un conflitto che ha isolato alcune aree dal governo e ha lasciato ai gruppi armati il ruolo di autorità di fatto. Sebbene il più grande gruppo ribelle colombiano, le FARC, abbia firmato un accordo di pace storico un decennio fa, il conflitto è ripreso negli ultimi anni.
I gruppi armati si sono moltiplicati e hanno esteso il loro raggio d’azione in altre zone del Paese, alimentati dalla domanda in forte aumento di cocaina e dal boom dell’estrazione illegale di oro e minerali.
Mentre questi gruppi si contendono il controllo delle rotte del traffico di droga e delle miniere, hanno scatenato una nuova ondata di violenza, uccidendo leader delle comunità e costringendo centinaia di migliaia di civili alla fuga.
Il Chocó, dove il terremoto ha colpito nei pressi del villaggio di San José del Palmar, è diventato negli ultimi anni un punto nevralgico degli scontri tra due dei gruppi armati più potenti della Colombia: l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), un esercito ribelle con radici di sinistra attivo da decenni, e il Clan del Golfo, che ha legami con i paramilitari di destra.
Il precedente presidente, Petro, aveva avviato negoziati di pace con i gruppi armati che si sono in gran parte rivelati un fallimento.
De La Espriella aveva promesso durante la campagna elettorale che avrebbe combattuto i gruppi armati colombiani con l’aiuto degli Stati Uniti. Nel corso del suo discorso di insediamento che l’opzione dei negoziati con tali gruppi fosse stata «completamente esaurita».
Con De La Espriella in carica, l’amministrazione Trump ha cercato di accelerare la cooperazione militare con la Colombia nell’ambito del proprio impegno a livello regionale per dare la caccia ai cartelli; venerdì, il Dipartimento di Stato ha annunciato che avrebbe offerto alla Colombia 1 miliardo di dollari in aiuti nell’ambito di una «nuova era nelle relazioni tra Stati Uniti e Colombia».
Gli esperti sostengono che il messaggio intransigente di De La Espriella potrebbe provocare un aumento degli attacchi da parte dei gruppi armati. Durante il fine settimana, sono circolati online alcuni video online che sembravano mostrare membri dell’ELN. In uno di essi, si sente un combattente rivolgersi a De La Espriella — che in campagna elettorale ha adottato il soprannome di «El Tigre», ovvero «La Tigre» — dicendo: «Vediamo chi ruggisce più forte».
I soccorritori potrebbero trovarsi a operare in aree controllate proprio da quegli stessi gruppi armati.
De La Espriella doveva già affrontare la sfida di governare un Paese profondamente diviso. Ha ha vinto le elezioni di giugno con meno di un punto percentuale di vantaggio, sconfiggendo di misura il senatore Iván Cepeda, membro del partito di sinistra fondato e guidato da Petro, il Pacto Histórico.
Cepeda e i suoi colleghi di partito al Congresso hanno boicottato l’insediamento, e Cepeda ha invitato i propri sostenitori a impegnarsi in una disobbedienza civile pacifica, sottolineando i presunti legami di De La Espriella con figure paramilitari e la sua cittadinanza statunitense, che, secondo lui, minerebbe la sovranità della Colombia.
Un’ indagine del Times ha rivelato che De La Espriella — che ha vissuto a Miami per oltre un decennio e tra i cui clienti figuravano trafficanti di droga accusati e in attesa di estradizione — è stato indagato dalle autorità statunitensi in relazione al movimento di fondi da parte di un cliente accusato di essere coinvolto in un importante schema di riciclaggio di denaro legato al governo venezuelano, Alex Saab.
Lunedì, quando De La Espriella ha pubblicato un post dal centro di comando di emergenza di Bogotá, ha aggiunto una didascalia.
«La Colombia è unita e andremo avanti insieme», recitava.


