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Uomini che vivono in regioni altamente inquinate affrontano danni al DNA spermatico dell’11%: ricerca

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Uno studio approfondito ha identificato una correlazione diretta tra l’aumento della tossicità atmosferica e l’infertilità maschile, rivelando che gli uomini che vivono in regioni altamente inquinate (AQI>151) sperimentano una diminuzione dell’11% nella normale integrità dello sperma rispetto a quelli che vivono in ambienti più puliti.

La ricerca di Indira IVF, intitolata “Valutare l’impatto dell’inquinamento ambientale sulla frammentazione del DNA degli spermatozoi: un’analisi di coorte retrospettiva”, evidenzia che con l’escalation dell’indice di qualità dell’aria (AQI) nelle città industrializzate, si verifica un corrispondente “boom” nell’infertilità maschile. Lo studio introduce il concetto di “bias da inquinamento”, evidenziando che il peggioramento della qualità dell’aria è legato a livelli più elevati di spermatozoi anomali e a un costante calo della conta spermatica normale.

Per garantire elevati standard diagnostici, lo studio ha seguito le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’analisi ha mostrato che nelle aree con un inquinamento inferiore (AQI 50-100), il 69,3% dei campioni di sperma erano normali, mentre il 30,7% erano anormali. Con l’aumento dell’inquinamento atmosferico, i livelli normali di sperma sono diminuiti. Nelle regioni moderatamente inquinate (AQI 101-150), si è verificato un calo dell’8,8% dello sperma normale rispetto alle aree più pulite. Il calo è stato maggiore nelle zone altamente inquinate (AQI superiore a 151), dove i livelli normali di sperma sono diminuiti dell’11%. Nel complesso, i dati mostrano un chiaro legame tra il peggioramento della qualità dell’aria e il peggioramento della salute del DNA spermatico, in particolare nelle regioni con livelli di inquinamento da moderati a elevati.

Commentando la ricerca, il dottor Kshitiz Murdia, CEO e direttore a tempo pieno dell’Indira IVF Hospital Limited, ha affermato: “Le implicazioni di questi risultati vanno oltre le sfide legate al concepimento. L’esposizione prolungata alle tossine ambientali può influenzare l’integrità del DNA spermatico, che può anche avere un impatto sullo sviluppo fetale, collocando l’inquinamento atmosferico in un contesto più ampio di salute riproduttiva e dello sviluppo. In questo studio, i pazienti sono stati classificati in base ai punteggi di frammentazione del DNA spermatico, con normale definito come frammentazione inferiore al 25% e anormale come superiore al 25%, permettendoci di valutare da vicino in che modo i diversi livelli di qualità dell’aria influiscono sull’integrità dei cromosomi degli spermatozoi. Le nostre osservazioni suggeriscono che l’aumento dei livelli di inquinamento atmosferico può fungere da indicatore affidabile per la frammentazione disturbata del DNA degli spermatozoi, con un impatto significativo sull’integrità del DNA degli spermatozoi, in particolare nei centri urbani ad alto inquinamento.

Il dottor Vipin Chandra, capo delle operazioni cliniche e di laboratorio dell’ospedale, ha spiegato inoltre: “Abbiamo analizzato una coorte statisticamente significativa di 3.222 uomini di età compresa tra 21 e 40 anni in 120 dei nostri centri a livello nazionale. Piuttosto che concentrarsi sui parametri convenzionali dello sperma come il conteggio degli spermatozoi o la motilità, lo studio ha esaminato specificamente l’integrità del DNA degli spermatozoi. Ciò ha consentito una valutazione più precisa di come l’esposizione all’inquinamento atmosferico influisce direttamente sulla struttura genetica degli spermatozoi, offrendo una visione più approfondita di un aspetto spesso trascurato. contributore all’infertilità maschile”.

Collegando l’aumento dei livelli di AQI con la frammentazione misurabile del DNA, i risultati identificano l’inquinamento atmosferico come un fattore chiave che contribuisce alla compromissione della salute del DNA degli spermatozoi. I ricercatori sottolineano inoltre che il crescente peso dell’infertilità maschile osservato negli ultimi anni è strettamente correlato all’esposizione prolungata alla scarsa qualità dell’aria.

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