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I medici di Mumbai danno speranza alle donne che vivono con una condizione rara; incapace di rimanere incinta

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Rappresentando un traguardo medico significativo, i medici di un ospedale di Mumbai hanno dato una nuova prospettiva di vita a una donna che soffriva di una condizione rara, creando possibili sfide per la gravidanza in futuro.

I medici del Nanavati Max Super Speciality Hospital hanno eseguito, a loro dire, la prima metroplastica robotica Strassmann in India, su una donna, correggendo una rara condizione uterina congenita che può avere un grave impatto sulla fertilità e sugli esiti della gravidanza. Il successo della procedura ha aumentato significativamente le sue possibilità di portare avanti una gravidanza in sicurezza in futuro.

La 23enne che soffriva di forti dolori mestruali, cicli irregolari e tre aborti ricorrenti nel secondo trimestre si è rivolta al dottor Uddhavraj Dudhedia, direttore e capo del Centro di Ginecologia Robotica Avanzata e del Centro per l’Endometriosi Avanzata, in cerca di cure specializzate.

Gli accertamenti hanno rivelato che aveva un utero bicorne: una condizione presente fin dalla nascita in cui l’utero si sviluppa in due camere separate invece di formare un’unica cavità. Nel suo caso c’era anche una duplicazione della cervice, rendendo la condizione più complessa. Tali anomalie uterine congenite sono rare, ma è noto che aumentano il rischio di infertilità, aborto spontaneo e parto pretermine.

Per affrontare questa condizione, i medici hanno consigliato la metroplastica robotica Strassmann, un intervento di chirurgia ricostruttiva che unisce le due metà separate di un utero diviso per creare un’unica cavità in grado di sostenere la gravidanza. L’approccio robotico è stato scelto per l’alto livello di precisione richiesto per ricostruire il delicato muscolo uterino.

L’intervento è stato condotto dal dottor Uddhavraj Dudhedia, insieme alla sua squadra, tra cui il dottor Anukriti Singh e il dottor Nimrah Shaikh. Utilizzando una tecnologia avanzata assistita da robot, i chirurghi hanno operato attraverso piccole incisioni con visualizzazione tridimensionale ingrandita. Durante la procedura, le due camere separate dell’utero sono state accuratamente collegate, il tessuto che le divideva è stato rimosso ed è stata ricostruita un’unica cavità uterina unificata.

La parete uterina è stata quindi ricostruita a strati per ripristinare la sua forma e resistenza naturali, fattore critico per sostenere future gravidanze. L’intervento è stato completato con successo e la paziente ha avuto un recupero regolare e stabile durante la degenza ospedaliera.

Commentando il caso, il dottor Dudhedia ha affermato: “Questo intervento chirurgico rappresenta più di una pietra miliare tecnologica: rappresenta la speranza per le donne a cui è stato detto che potrebbe non essere possibile portare avanti una gravidanza in modo sicuro.

La correzione della struttura dell’utero può migliorare notevolmente gli esiti della gravidanza in casi selezionati, ma evidenzia anche perché le cure mediche avanzate possono fare un’enorme differenza, soprattutto quando si tratta di definire il futuro della gravidanza di una donna.

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