
Il viaggio di Pooja verso la maternità è iniziato con speranza all’inizio del 2021, ma si è presto trasformato in crepacuore dopo il suo primo aborto spontaneo. Nonostante il recupero emotivo, la coppia ha dovuto affrontare un secondo aborto spontaneo a metà del 2022, seguito da una terza perdita alla fine del 2022, lasciandoli devastati e ansiosi per le future gravidanze.
Clinicamente, l’aborto ricorrente è definito come due o più aborti consecutivi. L’aver subito tre perdite di gravidanza tra il 2021 e il 2022 ha collocato Pooja nella categoria RPL, garantendo cure specialistiche. La RPL colpisce quasi l’1-2% delle coppie e in quasi il 50% dei casi si riscontrano cause mediche identificabili e curabili.
Dopo quasi un anno di recupero emotivo e fisico, la coppia ha cercato un trattamento specializzato nel novembre 2023. Una valutazione dettagliata ha rivelato pressione alta, squilibrio ormonale, trombofilia (una tendenza alla coagulazione del sangue) e resistenza all’insulina, condizioni note per aumentare il rischio di aborto spontaneo e complicazioni della gravidanza.
Dopo l’ottimizzazione e la consulenza medica, la coppia ha proceduto, sotto stretto controllo, alla fecondazione in vitro (FIV). La gravidanza è stata confermata all’inizio del 2024 e monitorata da vicino presso il Motherhood Hospital di Gurgaon, sotto la cura del dottor Preety Aggarwal, direttore medico di ostetricia e ginecologia dell’ospedale. I primi mesi si sono svolti senza intoppi, offrendo una cauta speranza dopo anni di incertezza.
Tuttavia, intorno alla 31a settimana di gestazione, la sua pressione arteriosa è aumentata e un’ecografia di routine ha rilevato una restrizione della crescita fetale (FGR) e una riduzione del flusso sanguigno al bambino. La FGR colpisce quasi il 5-10% delle gravidanze e si verifica quando un bambino non cresce al ritmo previsto nel grembo materno, aumentando il rischio di sofferenza fetale e di parto pretermine se non gestito in tempo.
Riconoscendo il rischio, l’équipe medica ha somministrato iniezioni prenatali di steroidi per accelerare la maturità polmonare e ha posto la madre sotto stretto monitoraggio. Quando sono comparsi i primi segni di sofferenza fetale, i medici hanno deciso di procedere con un taglio cesareo alla 32,5 settimana di gravidanza (inizio dell’ottavo mese) per garantire la sicurezza sia della madre che del bambino.
Il neonato pretermine è stato immediatamente trasferito in terapia intensiva neonatale per cure specialistiche. Il bambino ha avuto bisogno di supporto respiratorio, regolazione della temperatura e alimentazione assistita ed è rimasto in terapia intensiva neonatale per circa 18 giorni. È stata incoraggiata la Kangaroo Mother Care (contatto pelle a pelle), che aiuta a stabilizzare la respirazione, promuovere l’aumento di peso e rafforzare il legame madre-bambino.
Con un graduale miglioramento, il bambino ha iniziato ad accettare il pasto in modo indipendente e ha mostrato una crescita costante. Sia la madre che il bambino sono stati dimessi in condizioni stabili e sono stati consigliati controlli pediatrici regolari, monitoraggio della crescita e valutazioni dello sviluppo.
Commentando il caso, la dottoressa Aggarwal ha affermato: “La perdita ricorrente di gravidanza è fisicamente ed emotivamente estenuante per le coppie. Questa paziente è venuta da noi con una storia di tre aborti e un’ansia significativa. La sua valutazione ha rivelato molteplici fattori di rischio medico, che richiedevano tutti un’attenta gestione. Un attento monitoraggio durante la gravidanza ci ha aiutato a identificare precocemente le complicanze.
Ha aggiunto: “A 31 settimane, la restrizione della crescita fetale e il ridotto flusso sanguigno indicavano un nutrimento compromesso. Gli steroidi tempestivi, l’osservazione continua e un parto pretermine pianificato hanno assicurato un esito sicuro. Sebbene il bambino sia nato presto, l’assistenza strutturata della terapia intensiva neonatale ha supportato un recupero costante”.
Condividendo la sua esperienza, Pooja ha detto: “Dopo aver perso tre gravidanze, avevamo paura di sperare di nuovo. Quando i medici mi hanno spiegato che la mia condizione era un’aborto ricorrente e che le cause erano curabili, ci ha dato forza. Partorire prematuramente è stato spaventoso, ma mi fidavo dell’équipe medica. Oggi, vedere il mio bambino crescere più forte ogni giorno sembra un miracolo”.
Il caso evidenzia l’importanza di una valutazione precoce anche dopo un primo aborto spontaneo. Sebbene una singola perdita di gravidanza possa verificarsi a causa del caso, una valutazione tempestiva può identificare disturbi ormonali e metabolici prima che portino a perdite ricorrenti. La diagnosi precoce, il concepimento pianificato e le cure specializzate ad alto rischio possono migliorare significativamente i risultati, offrendo speranza alle coppie che affrontano sfide simili.



