La maggioranza degli italiani è favorevole all’uso delle centrali nucleari per compensare l’aumento delle bollette, secondo uno studio pubblicato dalla società italiana di ricerche di mercato Solo numeri trovato.
L’energia nucleare è stata a lungo descritta come un argomento “tabù” in Italia, un paese che ha eliminato gradualmente le sue centrali nucleari dieci anni fa. I conflitti internazionali e l’instabilità dei mercati hanno comportato un aumento dei costi energetici per l’Italia.
L’attuale situazione internazionale ha posto l’Italia di fronte a un bivio complesso, portando a rinnovati dibattiti sui meriti dell’energia nucleare come modo per contrastare la crisi dei costi energetici e la dipendenza di altri paesi. I dibattiti si inseriscono anche nel contesto dei rinnovati appelli del governo del primo ministro Giorgia Meloni affinché l’Italia riabbracci l’energia nucleare.
LaStampa rapporti Quello Solo numeriLo studio ha rilevato che il 54,9% degli intervistati si è dichiarato favorevole all’utilizzo di centrali nucleari di prossima generazione più piccole e più sicure come fonte di energia per il proprio Paese, ritenendo, soprattutto, che sia un mezzo per ridurre le bollette energetiche delle proprie famiglie.
Lo studio, senza alcuna sorpresa, ha scoperto che il sostegno all’energia nucleare tra gli italiani varia a seconda dell’allineamento ideologico degli intervistati. Una schiacciante maggioranza del 78,5% di coloro che si identificano come centrodestra ha espresso sostegno all’energia nucleare, mentre coloro che si identificano con uno qualsiasi dei partiti di sinistra della nazione si oppongono in larga misura.
L’opposizione al nucleare tra la sinistra italiana, tuttavia, non è uniforme e varia dal 58% dei simpatizzanti dell’alleanza Verdi e Sinistra fino al 48,3% dei sostenitori del Partito Democratico di sinistra (PD) – un risultato che, LaStampa osservato, “riflette le tensioni interne ad un partito diviso tra ambientalismo tradizionale e realismo industriale”.
Nonostante la divisione ideologica, LaStampa ha evidenziato che quasi un italiano su due è convinto che l’uso del nucleare di ultima generazione possa tradursi in un notevole risparmio sulla bolletta energetica.
“Questo è proprio il punto chiave: gli italiani oggi sembrano meno interessati alle battaglie ideologiche e molto più concentrati sul benessere finanziario delle loro famiglie. Il costo della vita e l’inflazione rimangono saldamente in prima linea nelle preoccupazioni nazionali”, LaStampa ha scritto, aggiungendo che quasi il 41 per cento degli intervistati si è detto favorevole al ritorno alle importazioni di gas russo nonostante la guerra in Ucraina.
L’Italia gestiva quattro centrali nucleari tra gli anni ’60 e ’80, tuttavia il Paese abbandonò gradualmente l’energia nucleare in seguito al disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986, cementando la decisione attraverso un referendum in 1987. Nel giugno 2011 il tema dell’energia nucleare è stato nuovamente portato ai voti nell’ambito di un referendum più ampio, nel quale il 94% degli elettori ha respinto il ritorno all’energia nucleare. Il referendum più ampio del 2011 si è svolto tre mesi dopo l’incidente nucleare di Fukushima del 2011.
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, interviene al convegno sull’energia nucleare dell’Osservatorio Agenda Italia a Palazzo Wedekind, il 6 maggio 2026 a Roma, Italia. (Simona Granati – Corbis/Corbis via Getty Images)
Il ritorno dell’energia nucleare in Italia è stato uno degli obiettivi a lungo termine dell’amministrazione del Primo Ministro Meloni – un obiettivo che lei ha ribadito nei giorni scorsi, chiedendo allo stesso tempo una spesa europea per la difesa più flessibile in modo che l’Italia possa affrontare meglio la crescente crisi dei costi energetici.
“Quando chiedi a qualcun altro di difenderti, lo paghi. Ma non possiamo dire ai cittadini che ci sono soldi solo per quello; dobbiamo anche affrontare questioni come gli alti costi energetici, altrimenti non ci sarà più nulla da difendere”, avrebbe detto Meloni durante un programma televisivo locale di infotainment la scorsa settimana.
“Ecco perché abbiamo rimesso al centro la questione dell’energia nucleare; ricordiamoci che alcuni decenni fa questa nazione ha deciso di abbandonare l’energia nucleare, un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per abbassare i prezzi”, ha continuato.
Intervenendo al Parlamento italiano a metà maggio, la Meloni annunciato che la sua amministrazione mira ad attuare entro l’estate una serie di decreti che contengano il quadro giuridico necessario per la ripresa della produzione di energia nucleare in Italia.
Secondo fonti italiane, i piani nucleari del governo si concentrano sull’utilizzo di piccoli reattori modulari (SMR), che possono produrre fino a 7,2 milioni di kWh al giorno e sono ritenute più sicure e flessibili rispetto alle tradizionali centrali nucleari.



