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Il mese migliore per le azioni in cinque anni

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Un mese che gli orsi preferirebbero dimenticare

Gli orsi sono stati massacrati ad aprile.

IL nababbi lusinghieri di negativitàche avevano trascorso marzo ad affilare gli artigli con notevole entusiasmo e non poca assistenza da parte di Wall Street e degli analisti dei media affetti dalla sindrome da disturbo di Trump, hanno scoperto ad aprile che si stavano preparando per una battaglia che il mercato non aveva intenzione di affrontare.

L’S&P 500, ignaro del copione scritto per esso, è cresciuto del 10,4%, la sua migliore performance mensile da quello strano autunno del 2020quando le azioni levitavano su un cocktail di vaccini anti-COVID, sulla riapertura del commercio al dettaglio, sulla dissolutezza fiscale e sulla prospettiva di un’autorità monetaria che aveva perso la volontà di imporre l’orario di chiusura. Il Nasdaq, mai da meno in fatto di esuberanza, ha guadagnato il 15,3%, un risultato senza eguali dai primi deliri pandemici. Il Dow, l’imperturbabile zio vittoriano della famiglia degli indici, ha guadagnato il 7,1% e ha trascorso le ultime ore del mese flirtando spudoratamente con 50.000.

Tutti e tre hanno chiuso giovedì alle massimi record. L’indice S&P ha chiuso sopra i 7.200 per la prima volta, un numero che sarebbe sembrato fantasioso a chiunque avesse letto le pagine finanziarie sei settimane fa, quando l’indice era del 9% sotto il suo picco di gennaio e i commentatori stavano ripetendo i suoi soliloqui sulla recessione.

La cattiva notizia che non morde

IL catalogo degli orrori che avrebbero dovuto provocare un mercato ribassista, rendono divertente la lettura in retrospettiva. Una guerra in Iran. Petrolio sopra i 100 dollari. L’indicatore di inflazione preferito dalla Fed lampeggia più in alto sui costi energetici. Pil inferiore alle aspettative. Decelerazione della spesa dei consumatori. La Banca Centrale Europea, la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve sono tutte congelate. I prezzi della benzina minacciano di lasciare il resto dell’economia in preda ai fumi.

Tutto questo è successo. Ma gli orsi non sono riusciti a uccidere la bestia del mercato rialzista dell’Età dell’Oro.

Confessiamo una certa sconveniente soddisfazione. Il 4 marzo, in questa newsletter, noi offerto lettori, il nostro avvocato permanente: Chi viene preso dal panico perde sempre denaro – PALM. Abbiamo osservato che l’indice S&P era già salito del 34% rispetto al deliquio del Giorno della Liberazione dell’aprile 2025. Abbiamo notato (non per la prima volta né, sospettiamo, per l’ultima) che il modello è tanto affidabile quanto ignorato: la catastrofe viene annunciata, Trump viene incolpato, le vendite iniziano, e poi il mondo rifiuta di finire nei tempi previsti.

Ad aprile il mondo, ancora una volta, ha registrato un declino. Era un mese crudele per gli orsi affetti da TDS.

Costruito in America

Ciò che ha alimentato l’impertinenza del mercato è stato lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. E il dettaglio che merita più attenzione è quello geografico. Questa è una costruzione americana. Le tariffe hanno reso antieconomica la delocalizzazione delle infrastrutture di intelligenza artificiale. IL Tagli fiscali di Trump e regole di ammortamento completo hanno reso l’edilizia domestica non solo attraente ma, per qualsiasi CFO in grado di utilizzare una calcolatrice, irresistibile. E sotto l’aritmetica si nasconde qualcosa di meno quantificabile ma non per questo meno reale: un rinnovato nazionalismo economico che ha fatto sì che costruire in America venisse percepito meno come una concessione normativa e più come un vantaggio competitivo. A ciò si aggiunge la consapevolezza onnipresente dell’importanza della sicurezza nazionale e della durabilità della catena di approvvigionamento per la crescita economica.

Il settore dei semiconduttori è cresciuto del 37% in aprile. I Magnifici Sette hanno guadagnato oltre il 16%. IL Indice dei semiconduttori di Filadelfia ha registrato 18 sessioni consecutive di guadagni, una serie che ci è stato detto attendibilmente senza precedenti, che è il tipo di frase che gli scrittori finanziari raramente possono usare senza esagerare, ma in questo caso sembra essere letteralmente vera.

Caterpillar e la fuga dalla sala server

Lo sviluppo più interessante, però, è stato Brucoquel magnifico indicatore giallo dell’economia fisica. Giovedì le sue azioni sono balzate di quasi il 10% dopo aver riportato utili ingrassati dalla domanda di data center basati sull’intelligenza artificiale e aver aumentato le sue prospettive per l’intero anno. Il titolo è cresciuto del 41% quest’anno. Quando il commercio dell’intelligenza artificiale inizia a muovere Caterpillar, è fuggito dalla sala server ed è diventato una storia industriale.

Gli utili delle Big Tech, nel frattempo, hanno offerto il loro consueto verdetto contrastante. Alphabet è cresciuta del 10% grazie alla forza delle nuvole. Microsoft e Meta hanno ceduto all’ansia da spesa in conto capitale. Nvidia ha ceduto il 4,6% nel corso della giornata, anche se il titolo rimane in rialzo dell’83% rispetto a un anno fa e del 92% rispetto ai minimi di 12 mesi, rendendo il calo di giovedì meno un segnale di pericolo che il mercato che riprende fiato dopo uno sprint molto lungo. La distinzione che gli investitori tracciano è sempre più netta: le aziende che guadagnano dall’intelligenza artificiale vengono premiate; alle aziende che si limitano a spendere per questo viene chiesto di spiegare come questa spesa si tradurrà in profitti futuri.

Regole PALMA

Per quanto riguarda il mercanti di panico – quelli che avevano costruito, con grande cura, una catena di causalità che va dalla guerra allo shock petrolifero, alla recessione fino al mercato ribassista, ogni anello forgiato con la cupa sicurezza di un tavolo attuariale – sono diventati vistosamente silenziosi. L’indice S&P 500 è passato da una perdita del 4,6% nel primo trimestre alla chiusura più alta della sua storia. Le scuse, naturalmente, non sono arrivate. Non lo sono mai.

Ma il mercato ha espresso il suo giudizio, come sempre, con la serena indifferenza di un’istituzione che ha assistito a moltissimi momenti di panico ed è sopravvissuta a tutti. Il verdetto, ancora una volta: PALMA.

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