I legislatori iraniani valutano il divieto di transito per navi statunitensi e israeliane nello Stretto di Hormuz come ritorsione
Secondo l’agenzia di stampa nazionale iraniana, i legislatori iraniani stanno valutando l’emanazione di leggi punitive di ampia portata che impedirebbero alle navi provenienti da Stati Uniti, Israele e altre nazioni considerate “ostili” di transitare nelle acque contese dello Stretto di Hormuz.
Sono inoltre previste sanzioni pecuniarie come misura di ritorsione, poiché l’Iran si considera l’unico responsabile della regolamentazione del traffico marittimo nella regione, acque attraverso le quali transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio, nonché una grande quantità di altre materie prime essenziali, tra cui il gas naturale liquefatto (GNL).
Il piano prevede l’imposizione di dazi doganali fino al 7% del valore del carico sulle navi commerciali che transitano nello stretto. Prevede inoltre multe pari al 20% del carico per le navi che violano le condizioni imposte dall’Iran.
Come le interruzioni nello Stretto di Hormuz moltiplicano i costi di trasporto del GNL Le interruzioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare alle stelle i costi di noleggio delle navi e del carburante per il trasporto marittimo, raggiungendo i livelli più alti dal picco della crisi energetica del 2022. (Murat Usubali/Anadolu via Getty Images)
Secondo quanto riportato da Ynet News, l’agenzia di stampa semi-ufficiale di Teheran Tasnim ha pubblicato un articolo su una bozza di legge, intitolata “Azione strategica per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico”, attualmente al vaglio della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento.
Abbas Salimi, membro del consiglio direttivo del Parlamento, avrebbe dichiarato che i legislatori stanno esaminando la bozza di legge prima della sua presentazione.
Secondo Tasnim, l’accordo prevede, come riportato da Ynet News:
Il passaggio attraverso lo Stretto di navi appartenenti agli Stati Uniti, a Israele e ad altre nazioni ostili sarà vietato. Nessun carico relativo a Israele, sia militare che civile, sarà autorizzato a transitare.
La legge stabilisce inoltre che “ai paesi che hanno causato danni all’Iran non sarà consentito il transito nello stretto fino al pagamento di un risarcimento”.
Sono previste pesanti multe per i trasgressori, che potrebbero raggiungere il 20% del valore del carico.
Secondo il New York Post, è probabile che gli Stati Uniti respingano categoricamente la legge iraniana qualora venisse approvata, poiché Washington e gran parte del mondo considerano lo stretto una via navigabile internazionale aperta alle navi di tutti i paesi senza restrizioni punitive.
Il giornale aggiunge che la proposta giunge in un momento in cui Teheran sta cercando di rafforzare il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz, dopo mesi di scambi commerciali con gli Stati Uniti che hanno ridotto il traffico marittimo a livelli quasi minimi, simili a quelli prebellici.
Nel frattempo, Iran e Oman stanno negoziando un quadro normativo separato per la gestione del traffico marittimo attraverso lo stretto, che potrebbe portare alla creazione di un unico corridoio di navigazione centrale temporaneo, gestito congiuntamente da entrambi i paesi.



