Il catalogo cinematografico di Paramount+ è ricco di perle di quasi ogni genere, decennio e stile.
Al momento, tra i migliori lungometraggi della piattaforma figurano una commedia drammatica del 2002, considerata forse il miglior film che Steven Spielberg abbia realizzato in questo secolo, e una commedia corale del 2015 che riesce a trasformare uno dei momenti economicamente più contorti della storia americana in un dramma comprensibile. Paramount+ propone anche un dramma della metà degli anni 2010 che ha segnato la prima vera e ambiziosa incursione del regista di “Dune”, Denis Villeneuve, nel mondo della fantascienza.
Ecco i migliori film su Paramount+ che potete guardare questa settimana.

“Catch Me If You Can” (2002)
Pochi dei film che Steven Spielberg ha realizzato negli ultimi 26 anni hanno più motivi per essere considerati il suo miglior film del XXI secolo rispetto a “Catch Me If You Can”. Tratto da un libro semi-autobiografico di Frank Abagnale Jr., questa commedia drammatica su un truffatore segue le vicende di un giovane (Leonardo DiCaprio) che attraversa l’America spacciandosi per un pilota della Pan Am, un medico della Georgia e un procuratore della Louisiana, il tutto mentre falsifica assegni e frodando il governo per milioni di dollari.
Sia DiCaprio che Tom Hanks – quest’ultimo nei panni dell’agente dell’FBI che dà la caccia ad Abagnale, interpretato da DiCaprio – formano una coppia perfetta sullo schermo, ma Christopher Walken ruba quasi la scena con una delle migliori interpretazioni della sua carriera nei panni del padre di Frank, deluso e afflitto da un amore non corrisposto. Il film stesso è, come molti dei migliori film di Spielberg, un’avventura di formazione sul diventare adulti e sulla scoperta di sé stessi di fronte a un immenso dolore e a una grande instabilità. (Abbiamo già detto che è anche davvero, davvero divertente?)

“The Big Short” (2015)
Commedia drammatica provocatoria e spesso esilarante, “The Big Short” utilizza un umorismo che rompe la quarta parete, cameo di celebrità e aneddoti tratti dalla vita reale per trasformare il groviglio intricato della crisi finanziaria americana del 2008 in una tragedia comprensibile e profondamente esasperante di avidità e arroganza. Basato sul libro di Michael Lewis del 2010, il film segue le vicende di diversi personaggi (interpretati da Steve Carell, Ryan Gosling e Christian Bale, tra gli altri) alla fine degli anni 2000, mentre anticipano, affrontano e, in alcuni casi, cercano di mettere in guardia gli altri dall’imminente collasso economico degli Stati Uniti.
Con una delle interpretazioni più esilaranti della carriera di Gosling e un numero infinito di interpretazioni secondarie memorabili, “The Big Short” punta in alto e centra il bersaglio. È un’opera rabbiosa, e la sua rabbia è contagiosa tanto quanto la sua comicità. A distanza di 11 anni, il regista Adam McKay non è ancora riuscito a raggiungere le stesse vette raggiunte con “The Big Short”.

“Arrival” (2016)
“Arrival” del 2016 è uno dei più grandi film di fantascienza di questo secolo e, a distanza di un decennio dalla sua uscita, rimane uno dei migliori film realizzati dal regista Denis Villeneuve.“Dune”” il regista Denis Villeneuve abbia mai realizzato. Tratto da un racconto breve di Ted Chiang del 1998, il film segue Louise Banks (Amy Adams), una linguista incaricata dall’esercito statunitense di imparare a comunicare con un’astronave di alieni giunti sulla Terra.
Un dramma dal ritmo lento, in cui ribollono tensioni ed emozioni latenti, “Arrival” si sviluppa con pazienza ed eleganza fino al suo finale grandioso. Si guadagna ogni momento emozionante e in corsa contro il tempo del suo climax, così come il dolore persistente che il colpo di scena finale, da togliere il fiato, vi lascerà sicuramente. La fantascienza contemporanea sul grande schermo non potrebbe essere migliore di così.



