Martedì 5 maggio 2026 – 05:00 WIB
Patì, LUNGA VITA – Caso di presunta violenza sessuale avvenuta in una villetta collegio nell’area di Tlogowungu, Pati Regency, Giava Centrale, è ormai diventata una diffusa preoccupazione pubblica. Questo incidente non solo ha scosso la comunità locale, ma ha anche innescato una discussione più ampia sulla protezione dei bambini negli ambienti educativi a base religiosa.
Una persona kiai con le iniziali S, noto per ricoprire l’incarico di amministratore di un collegio islamico, è sospettato di essere coinvolto nella pratica di molestie su decine di studentesse. Il numero delle vittime sarebbe di circa 50 persone, la maggior parte delle quali minorenni. Questa cifra rende questo caso una delle accuse di violenza sessuale su larga scala in un ambiente educativo informale. Scorri per saperne di più, forza!
La rabbia dei residenti ha raggiunto il culmine. Le masse si sono recate nel collegio islamico come forma di protesta e hanno chiesto che questo caso fosse trattato seriamente. L’azione è stata caratterizzata da grida e richieste di punizione per i colpevoli.
“Kyai Temvek,” ha gridato rabbiosamente la folla che circondava la scena in un comunicato pubblicato sull’account X @/@neVerAlonely, citato martedì 5 maggio 2026.
Altri fatti emersi mostrano la vulnerabilità delle vittime. La maggior parte delle studentesse proviene da famiglie disagiate, che affidano l’istruzione e la vita quotidiana dei propri figli ai collegi islamici. Questa dipendenza sarebbe stata sfruttata dall’autore del reato con minacce: la vittima avrebbe avuto paura che sarebbe stata espulsa dal collegio islamico se non avesse rispettato la sua volontà.
L’impatto di queste presunte azioni non si ferma solo alla violenza sessuale. Si dice che alcune delle vittime fossero incinte. Inoltre, sono emerse accuse secondo cui la vittima incinta sarebbe stata costretta a sposarsi studenti altri, una pratica che aumenta il peso del trauma e la complessità dei problemi legali e sociali.
Si pensa che questo caso sia andato avanti dal 2024 prima che fosse finalmente rivelato al pubblico. La polizia ha ora arrestato il presunto colpevole e sta svolgendo ulteriori indagini.
In mezzo a questa situazione, un certo numero di Istituzioni di Assistenza Legale (LBH) si sono dichiarate pronte a fornire assistenza legale gratuita alle vittime. Questo sostegno è considerato importante affinché le vittime non solo ottengano giustizia, ma anche protezione durante il processo legale.
Durante l’azione dei cittadini è stato trasmesso un messaggio deciso anche attraverso i vari manifesti esposti durante la manifestazione.
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“La fornicazione non è un errore ma un crimine contro l’umanità”, si legge su uno dei manifesti portati dai residenti.



