Il brutale accoltellato di due Ebreo uomini dentro LondraIl quartiere di Golders Green rivela una realtà agghiacciante: lontani appelli ideologici alla vendetta possono rivelarsi mortali in un istante. Non si tratta più solo di crimini d’odio a livello locale; è una manifestazione di un nuovo campo di battaglia decentralizzato.

Mercoledì mattina, le due vittime (di 76 e 34 anni) sono state aggredite nella zona nord di Londra, nota per essere un importante centro della vita ebraica. Un uomo di 45 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Mentre le vittime rimangono in condizioni stabili, la polizia si è mossa rapidamente per dichiarare l’incidente un atto terroristico. Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (HAYI), un gruppo terroristico allineato all’Iran, ha già rivendicato la responsabilità.
Questo attacco non esiste nel vuoto. Ne consegue uno schema inquietante di attacchi “per procura” contro obiettivi ebrei. A marzo, un aggressore ha guidato un camion contro Temple Israele nel Michigan. Il sospettato, Ayman Mohamad Ghazali, era un cittadino statunitense di origine libanese i cui familiari, tra cui un Hezbollah comandante – sarebbero stati uccisi in un attacco aereo israeliano.
Questi incidenti evidenziano un cambiamento strategico nel conflitto contemporaneo: la trasformazione del risentimento individuale in uno strumento di ritorsione a basso costo e ad alto impatto sponsorizzato dallo stato. Sulla scia dell’operazione congiunta statunitense-israeliana che ha preso di mira IranIl Leader Supremo L’Ayatollah Ali Khameneile alte autorità sciite hanno emesso fatwa chiedendo vendetta globale. Queste chiamate agiscono come un comando decentralizzato, che non richiede alcuna struttura cellulare formale per produrre risultati letali.
Gli attriti diplomatici a Londra questa settimana illustrano ulteriormente questo pericolo. Martedì, il Ministero degli Esteri del Regno Unito ha convocato l’ambasciatore iraniano per protestare contro i post “infiammatori” sui social media dell’ambasciata che invitavano i residenti locali a offrirsi volontari per una campagna di “auto-sacrificio”. Quando una missione diplomatica usa la sua piattaforma per esaltare il martirio su suolo sovrano, sta attivamente coltivando l’ambiente in cui diventino possibili attacchi come quello di Golders Green. Colma il divario tra la retorica statale e la violenza di strada.
La storia mostra che le istituzioni ebraiche sono spesso i “canarini nella miniera di carbone” di tali cambiamenti geopolitici. Dopo l’assassinio di Abbas al-Musawi di Hezbollah nel 1992, il gruppo si vendicò bombardando l’ambasciata israeliana e successivamente l’edificio dell’AMIA in Argentina. Oggi assistiamo a una versione digitalizzata di questa dottrina.
Secondo i dati del Combat Antisemitism Movement, gli episodi di antisemitismo sono aumentati del 34% nella settimana successiva allo scoppio della guerra con l’Iran, di cui quasi la metà si riferisce direttamente al conflitto. Dal Belgio e Canada ai Paesi Bassi e alla Norvegia, lo schema è chiaro: l’asse iraniano sta espandendo la sua arena operativa nel cuore della vita civile occidentale.
Come ha osservato Amichai Chikli, ministro israeliano per gli affari della diaspora: “Questi non sono incidenti isolati ma parte di un modello inquietante”.
Se i conflitti distanti possono scatenare la violenza da parte di individui a migliaia di chilometri dal campo di battaglia, allora l’antisemitismo deve essere riclassificato. Non è più solo una malattia sociale; è una sfida primaria per la sicurezza nazionale. Quando una potenza straniera può mobilitare individui per attaccare i cittadini di Londra o del Michigan attraverso l’incitamento digitale, la minaccia non è solo rivolta a una comunità specifica: è un attacco diretto alla sicurezza nazionale occidentale.
Bradley Martin è il direttore esecutivo del Centro per gli studi strategici del Vicino Oriente. Seguitelo su Facebook e X @ByBradleyMartin. Il dottor Liram Koblentz-Stenzler è a capo del Global Extremism and Antisemitism Desk presso l’Istituto internazionale per l’antiterrorismo (ICT) presso l’Università Reichman, Herzliya, e studioso in visita presso la Brandeis University. Seguitela su LinkedIn.
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