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Medici di Mumbai rimuovono un tumore al cervello grande quanto una pallina da tennis in un bambino di tre mesi

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I medici di Mumbai hanno eseguito con successo un intervento chirurgico complesso e ad alto rischio durato quattro ore per un tumore al cervello su un bambino di tre mesi del peso di soli 5,6 kg, dando al bambino una seconda possibilità di vita.

Al bambino era stato diagnosticato un tumore cerebrale gigante della fossa posteriore, una condizione rara e pericolosa per la vita in così giovane età. Con un intervento tempestivo, il bambino si è ripreso bene ed è stato dimesso in condizioni stabili, portando immenso sollievo e gioia alla famiglia. L’intervento è stato condotto dal dottor Abhishek Nadkarni, consulente neurochirurgo, insieme alla dottoressa Sheena Ali, consulente neurochirurgo, e al team di neurochirurgia pediatrica dell’ospedale pediatrico Bai Jerbai Wadia.

I genitori, residenti a Mumbai, si sono preoccupati quando il loro bambino, precedentemente attivo, è diventato improvvisamente insolitamente silenzioso e letargico il 10 marzo, con movimenti e reattività ridotti. Quando le condizioni del bambino sono peggiorate, hanno cercato cure mediche urgenti e sono stati indirizzati all’ospedale cittadino per cure avanzate.

Il dottor Nadkarni ha dichiarato: “Il bambino è nato il 9 dicembre 2025. All’arrivo al nostro pronto soccorso, la notte del 12 marzo, il bambino aveva alterato stato di coscienza e letargia per due giorni. L’esame ha rivelato un rigonfiamento della fontanella e un aumento della circonferenza della testa di 43 cm, entrambi segni di aumento della pressione all’interno del cervello. Le scansioni TC e MRI effettuate prima del ricovero hanno mostrato un grande tumore della fossa posteriore che misurava circa 6 × 5 × 5 cm, quasi le dimensioni di un palla da tennis. Il tumore stava bloccando il normale flusso del liquido cerebrospinale, provocando l’idrocefalo, una condizione pericolosa per la vita che richiedeva un trattamento urgente”.

Il dottor Nadkarni ha inoltre aggiunto: “Il tumore era situato lungo il pavimento del quarto ventricolo, comprimendo il tronco cerebrale, che controlla funzioni vitali come la respirazione, la deglutizione e la coscienza. Date le dimensioni del tumore, l’età e il peso del bambino, si trattava di un intervento chirurgico ad alto rischio. Il volume totale del sangue del bambino era inferiore a 500 ml e il tumore era altamente vascolarizzato, aumentando il rischio di una significativa perdita di sangue intraoperatoria. Dopo una consulenza dettagliata, la famiglia ha scelto di procedere con l’intervento chirurgico”.

L’intervento è stato eseguito il 13 marzo ed è durato quasi quattro ore. Il team è riuscito a ottenere la rimozione completa del tumore e, cosa importante, il bambino non ha sviluppato nuovi deficit neurologici dopo l’intervento chirurgico, un risultato incoraggiante in un caso così complesso. Il bambino è stato dimesso il 26-05-2019.

L’esame istopatologico ha confermato che il tumore è un teratoma immaturo, un raro tipo di tumore a cellule germinali non germinomatoso. Questi tumori si verificano tipicamente nelle regioni cerebrali della linea mediana come le aree pineale o soprasellare e di solito si presentano più tardi nell’infanzia o nell’adolescenza. La presenza nella fossa posteriore di un bambino di 3 mesi è estremamente rara, rendendo questo caso particolarmente raro e impegnativo. Il bambino continuerà ulteriori cure sotto l’egida del team di oncologia pediatrica, inclusa la chemioterapia programmata come parte di un’assistenza completa.

La madre del bambino ha detto: “Eravamo estremamente spaventati quando abbiamo visto il nostro bambino diventare meno attivo e ammalarsi. Tutto è successo all’improvviso”.

“I medici dell’ospedale ci hanno spiegato pazientemente la situazione e ci hanno sostenuto in ogni passo. Vedere il nostro bambino guarire ora sembra un miracolo. Siamo profondamente grati a tutto il team per avergli salvato la vita”, ha aggiunto il padre.

La dottoressa Minnie Bodhanwala, CEO dell’Ospedale pediatrico Bai Jerbai Wadia, ha aggiunto: “Gestire un tumore al cervello così complesso in un bambino molto piccolo è impegnativo sia dal punto di vista medico che emotivamente. Questo caso evidenzia l’importanza della diagnosi precoce, della competenza neurochirurgica pediatrica specializzata e di un forte supporto di terapia intensiva”.

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