Il fronte dell’informazione è stato centrale nello sforzo bellico del governo iraniano.
Per un pubblico esterno, esiste una strategia online innovativa che consisteva in AI Lego, meme e tracce diss hip hop dirette a Donald Trump e alla base MAGA. Ma questo coesiste con tattiche interne più brutali: repressioni, arresti e blackout di Internet.
Il risultato è stato che le autorità iraniane hanno utilizzato Internet per scopi di pubbliche relazioni a livello internazionale, impedendo allo stesso tempo al popolo iraniano di accedere apertamente alla rete.
Contributori:
Ali Hashem – Corrispondente, Al Jazeera inglese
Mehran Kamrava – Professore di Governo, Georgetown University in Qatar
Tara Kangarlou – Giornalista e autrice, Il battito del cuore dell’Iran
Maral Karimi – Docente, Toronto Metropolitan University
Sul nostro radar
L’uccisione della giornalista libanese Amal Khalil si è svolta nello stesso modo in cui si sono svolti tanti omicidi israeliani di giornalisti a Gaza: minuto per minuto, ora per ora, secondo uno schema che è diventato sorprendentemente familiare. C’è la sorveglianza, lo sciopero, l’ostruzione dei soccorsi e poi la negazione: l’insistenza di Israele sul fatto di non prendere di mira giornalisti, medici o soccorritori.
Lo riferisce Meenakshi Ravi.
Il momento pacificatore del Pakistan e le storie mancanti
Il Pakistan si è trovato al centro di una delle storie più importanti del mondo: ospitando colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediando cessate il fuoco, guadagnandosi l’elogio pubblico di Donald Trump e facendo notizia in tutto il mondo.
Ma questo momento di pubbliche relazioni sta oscurando molte cose, tra cui una guerra sotto copertura con l’Afghanistan e una schiacciante crisi del costo della vita in patria. Parliamo con Amber Rahim Shamsi della politica interna dietro il momento diplomatico del Pakistan.
Dotato di:
Amber Rahim Shamsi – Redattrice pakistana, Nukta
Pubblicato il 25 aprile 2026



