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Un nuovo studio afferma che 8 indiani su 10 non hanno sicurezza finanziaria per le emergenze mediche

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Otto indiani su dieci attualmente non dispongono delle reti di sicurezza finanziaria necessarie per gestire improvvise emergenze mediche, anche se il cambiamento climatico e la volatilità ambientale emergono come principali fattori di ansia nazionale.

Secondo l'”a Nishchit Index 2.0″ di Aditya Birla Sun Life Insurance, il punteggio di incertezza nazionale dell’India ha raggiunto 79, riflettendo una profonda preoccupazione per l’intersezione tra salute e stabilità finanziaria.

Lo studio, basato su un sondaggio condotto su 3.583 intervistati in 20 città, suggerisce che la salute non è più vista come una preoccupazione medica occasionale ma come un rischio finanziario continuo.

Circa l’81% della popolazione prevede un peggioramento dei livelli di inquinamento, mentre l’82% si preoccupa di come l’aumento dei costi sanitari avrà un impatto sulla loro sicurezza finanziaria a lungo termine. I fattori ambientali e climatici hanno ufficialmente scalato la classifica fino a diventare il secondo più grande motore di ansia in tutto il paese.

“I fattori ambientali e climatici rappresentano oggi il secondo fattore più importante di ansia nazionale, contribuendo in modo significativo al punteggio complessivo di incertezza dell’India pari a 79”, afferma il rapporto.

La ricerca indica che l’impatto finanziario della volatilità ambientale è profondamente localizzato. Nel Sud, i residenti sono sempre più preoccupati per l’aumento delle temperature e per le malattie trasmesse da vettori come la dengue e la malaria.

Le metropolitane occidentali come Mumbai stanno registrando perdite di produttività legate alle ondate di caldo e all’inquinamento. Nel frattempo, il Nord segnala un aumento delle malattie legate all’interruzione della routine quotidiana, mentre l’Est riflette un’accresciuta ansia determinata dalle sfide dell’assistenza agli anziani.

“Con l’81% che prevede un peggioramento dei livelli di inquinamento e l’82% preoccupato per l’aumento dei costi sanitari, vi è una crescente consapevolezza che le condizioni climatiche stanno influenzando direttamente sia il benessere fisico che le finanze delle famiglie”, rivelano i risultati.

Nonostante questa maggiore consapevolezza, il divario nella preparazione rimane ampio. Quasi il 79% degli intervistati non è sicuro che le polizze assicurative esistenti coprano malattie gravi. Inoltre l’80 per cento degli intervistati dubita dell’adeguatezza dei propri risparmi in caso di diagnosi critica improvvisa. Questa mancanza di buffer è particolarmente grave nelle città di livello II e III, dove i livelli di incertezza sono più elevati e le risorse finanziarie sono spesso più limitate.

Anche la salute mentale è emersa come un punto critico di preoccupazione, con l’81% degli intervistati che segnala un aumento dei livelli di stress. Tuttavia, un significativo 80% delle persone esita a cercare un supporto professionale, una tendenza che porta a una perdita di produttività e a una potenziale interruzione del reddito.

“Gli individui devono rivedere la copertura sanitaria, costruire riserve finanziarie e riconoscere il benessere mentale come fondamentale per la stabilità finanziaria, mentre le organizzazioni devono espandere la protezione per affrontare i rischi in evoluzione legati al clima”, afferma il rapporto.

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