Home Cronaca Il ciclo di allarme dell’IA: tante chiacchiere, poca azione

Il ciclo di allarme dell’IA: tante chiacchiere, poca azione

25
0

Che senso ha l’allarmismo sull’IA se le persone che mettono in guardia il mondo non cambiano rotta?

Una serie di avvertimenti da parte di addetti ai lavori del settore dell’intelligenza artificiale (AI) mostra come il dibattito sull’intelligenza artificiale guidi cicli di notizie estremi, oscillando tra clamore e allarme.

Il risultato è una copertura mediatica che trascura le complessità di questa tecnologia e il suo impatto sulla vita di tutti i giorni. Esaminiamo i rischi reali, ciò che viene sopravvalutato e ciò che le principali aziende tecnologiche possono guadagnare da tutto questo allarmismo.

Contributori:
Rumman Chowdhury – Fondatore di Humane Intelligence
Mutale Nkonde – Fondatore, AI for the People
Chris Stokel-Walker – Autore del libro How AI Ate the World

Sul nostro radar

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, si è trovata nel mezzo di una tempesta politica, tutto a causa di commenti che non ha mai fatto.

Dopo che un video manipolato in cui Albanese definisce Israele il “nemico dell’umanità” è diventato virale, in tutta Europa si sono levate richieste di dimissioni. L’ONU ha etichettato queste accuse come parte di una più ampia campagna diffamatoria per screditare Albanese e l’ONU stessa.

Una visione curata di Israele per i giornalisti africani

Per decenni, il governo israeliano e le organizzazioni filo-israeliane hanno sponsorizzato viaggi per politici, celebrità e giornalisti, invitandoli a visitare e, come dicono, a raccontare la “vera storia” su Israele. In passato, questi inviti erano rivolti in gran parte a personaggi provenienti dai paesi occidentali. Ma dal 7 ottobre c’è stato un notevole spostamento verso i giornalisti africani e gli influencer dei social media.

L’obiettivo è chiaro: modellare la copertura nei media africani e influenzare il pubblico in tutto il continente.

Nic Muirhead del Listening Post riferisce dei giornalisti africani che hanno preso parte a queste visite in Israele interamente finanziate e strettamente gestite.

Dotato di:
Hassen Lorgat – Critico e attivista dei media
Makhudu Sefara – Redattore del Sunday Times
Timnit Gebru – Fondatore del Distributed AI Research Institute (DAIR)
Njahira Gitahi – Reporter, The Standard

Source link

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here