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Microsoft investe 17,5 miliardi di dollari in India licenziando americani e importando lavoratori con visto H-1B

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Microsoft ha annunciato l’intenzione di investire 17,5 miliardi di dollari in India nei prossimi quattro anni, concentrandosi sul mercato dei data center in rapida crescita del paese. Nel frattempo negli Stati Uniti, il colosso del software sta licenziando gli americani, importando lavoratori con visto H-1B e avvicinandosi al governo cinese.

Nikkei Asia rapporti che Microsoft ha deciso di investire 17,5 miliardi di dollari in India nei prossimi quattro anni, unendosi ai ranghi dei giganti della tecnologia Google e Amazon Web Services per sfruttare il fiorente mercato dei data center del paese. L’annuncio arriva mentre l’India sperimenta un’impennata della domanda di data center, guidata da fattori quali la crescente adozione del cloud computing, la crescita dell’e-commerce e la spinta del governo verso la digitalizzazione.

Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha incontrato il primo ministro indiano Narendra Modi a Nuova Delhi il 9 dicembre per discutere i piani di investimento dell’azienda. Si prevede che il sostanziale investimento potenzierà l’infrastruttura digitale dell’India e contribuirà alla crescita economica del paese. Sottolinea inoltre l’importanza dell’India come mercato chiave per le aziende tecnologiche globali.

Il mercato dei data center in India ha attirato una notevole attenzione da parte dei giganti tecnologici statunitensi a causa dei bassi costi del paese e della crescente domanda di servizi di intelligenza artificiale e cloud computing. Google e Amazon Web Services hanno già annunciato i loro piani per investire nell’infrastruttura dei data center indiani, riconoscendo l’immenso potenziale di crescita del paese.

Si prevede che l’investimento di Microsoft nel mercato indiano dei data center creerà numerose opportunità di lavoro e sosterrà il settore tecnologico indiano. L’azienda ha già stabilito una forte presenza in India, con un’ampia forza lavoro e numerosi uffici in tutto il paese. L’ultimo investimento rafforzerà ulteriormente la posizione di Microsoft nel mercato indiano e le consentirà di servire meglio i propri clienti nella regione.

Notizie Breitbart riportato a luglio che l’azienda sta licenziando 9.000 americani anche se assume 6.000 lavoratori con visto H-1B, probabilmente provenienti dall’India:

Microsoft ha recentemente attirato critiche per la sua decisione di richiedere migliaia di visti H-1B anche se licenzia una parte significativa della sua forza lavoro. La mossa ha suscitato indignazione tra coloro che credono che i posti di lavoro americani dovrebbero avere la priorità, soprattutto in un periodo di incertezza economica.

Secondo i dati compilati dal Servizio cittadinanza e immigrazione degli Stati Uniti, Microsoft ha richiesto 4.712 visti H-1B solo nell’anno fiscale 2025. Tuttavia, prove aneddotiche di ex dipendenti e addetti ai lavori del settore suggeriscono che il numero effettivo potrebbe essere più vicino a 6.000, sebbene questa cifra non sia stata verificata in modo indipendente.

L’India non è l’unico paese straniero a cui Microsoft continua a dare priorità. Un recente rapporto etichettato Microsoft un “rischio duraturo” basato sui suoi legami con la Cina comunista:

Per decenni, gli americani hanno considerato Microsoft un pilastro dell’infrastruttura tecnologica nazionale. I suoi sistemi alimentano qualsiasi cosa, dalla posta elettronica federale alle reti cloud del Pentagono. Un nuovo rapporto da Horizonuna società di analisi geopolitica, dipinge un quadro diverso. Il rapporto, intitolato: “Microsoft in China: An Enduring Risk Profile and the National Security Implications”, rivela la storia di un gigante della tecnologia che ha trascorso trent’anni a coltivare profondi legami con il Partito Comunista Cinese e il suo vasto apparato di sicurezza, il tutto radicandosi in quasi ogni angolo del governo degli Stati Uniti.

La resa dei conti è iniziata all’inizio di quest’anno, quando ProPublica ha rivelato la silenziosa dipendenza di Microsoft dai lavoratori con sede in Cina per supportare i sistemi cloud sensibili del Dipartimento di Guerra. Questi lavoratori, descritti internamente come “scorte digitali”, potevano assistere nella risoluzione dei problemi e nella manutenzione delle reti militari statunitensi. I funzionari del Pentagono hanno pubblicamente etichettato la pratica come una violazione della fiducia. Microsoft ha insistito sul fatto che il supporto offshore era solo per le attività fuori orario e ha affermato che nessun dato dei clienti era direttamente accessibile.

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Lucas Nolan è un reporter di Breitbart News che si occupa di questioni di libertà di parola e censura online.



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