(AFP) – Leone XIV sarà il primo Papa a visitare lunedì l’Algeria, portando un messaggio di dialogo con l’Islam in un viaggio che rappresenta anche un pellegrinaggio personale per il pontefice americano.
L’Algeria è la prima tappa di un tour di 11 giorni che toccherà quattro nazioni africane, coprendo 18.000 chilometri e toccando anche Camerun, Angola e Guinea Equatoriale dal 13 al 23 aprile.
Nessun altro pontefice ha visitato l’Algeria, Paese nordafricano dove l’Islam è religione di stato, e l’arrivo del 70enne è atteso con ansia dalla minoranza cattolica.
La visita riveste anche una forte dimensione personale per Papa Leone, poiché l’Algeria moderna ospitò sant’Agostino (354-430), un grande teologo cristiano la cui eredità spirituale permea il suo pontificato.
Mentre il mondo osserva con ansia la guerra che infuria in Medio Oriente, la coesistenza pacifica sarà al centro del messaggio del Papa in un Paese dove il 99% dei suoi 47 milioni di abitanti sono musulmani.
Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha detto che l’obiettivo del papa è “rivolgersi al mondo islamico, ma anche affrontare una sfida comune di convivenza”.
La Costituzione algerina garantisce la libertà di culto, anche se le autorità devono approvare sia il luogo di culto che il predicatore.
Tuttavia, i gruppi per i diritti umani affermano che la repressione delle minoranze religiose è continuata in Algeria negli ultimi anni.
Tre organizzazioni – Human Rights Watch, EuroMed Rights e MENA Rights Group – hanno pubblicato una lettera congiunta la scorsa settimana invitando il pontefice a sollevare la questione durante la sua visita.
Il viaggio è stato acclamato dalla stampa locale per il suo “significato simbolico e storico”, che si estende ben oltre i 9.000 cattolici algerini.
Per il quotidiano governativo El Moudjahid si tratta di un simbolo del “soft power algerino”, che riflette “la stabilità del Paese, il suo ruolo di mediatore regionale e la sua capacità di dialogare con attori globali”, afferma il quotidiano.
Lunedì mattina Papa Leone incontrerà ad Algeri il presidente Abdelmadjid Tebboune e pronuncerà un discorso alle autorità e al corpo diplomatico.
Nella capitale non sono previste apparizioni pubbliche e la famosa papamobile, il veicolo bianco con cui i pontefici passano davanti alle folle di fedeli, resterà all’aeroporto, secondo il sito Casbah Tribune.
Nel pomeriggio il Papa visiterà la Grande Moschea di Algeri – una delle più grandi moschee del mondo – e incontrerà anche la comunità cattolica.
Leo pregherà anche in privato nella cappella dedicata ai 19 sacerdoti e suore assassinati nel decennio buio della guerra civile (1992-2002).
Non visiterà però il monastero di Tibhirine, i cui monaci furono rapiti e assassinati nel 1996, evento ancora avvolto nel mistero.
La tappa più simbolica per il papa sarà martedì con un viaggio nella città orientale di Annaba, un tempo dimora di sant’Agostino, dove Leone celebrerà una messa.
Dal momento in cui è diventato papa l’8 maggio 2025, in seguito alla morte di papa Francesco, Leone si è presentato come un “figlio” del famoso teologo.
L’ex Robert Francis Prevost è membro dell’ordine agostiniano, fondato nel XIII secolo e basato sugli ideali della convivenza e della condivisione.
Padre Fred Wekesa, rettore della Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, ha detto che la visita di Leo è stato un “momento profondamente significativo” che darà al suo piccolo gregge un “messaggio di incoraggiamento e solidarietà”.
“Troppo spesso alcune persone vedono questo Paese solo attraverso la lente degli ‘anni bui'”, ha aggiunto, alludendo alla sanguinosa guerra civile che ha avuto luogo dal 1992 al 2002, quando 200.000 persone furono uccise nel conflitto tra islamisti e forze di sicurezza.
“Con la visita del Santo Padre… il mondo intero vedrà l’ospitalità e la generosità del popolo algerino”, ha detto Wekesa.
“Siamo capaci di vivere insieme in pace”.



