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La crescita del quarto trimestre è stata molto più debole di quanto si pensasse in precedenza

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La crescita economica degli Stati Uniti nel quarto trimestre è stata molto più debole di quanto riportato inizialmente, con i dati rivisti venerdì che mostrano che il prodotto interno lordo è aumentato ad un tasso annuo dello 0,7% invece del precedente 1,4% stimato.

Secondo il Dipartimento del Commercio, la revisione al ribasso riflette esportazioni più deboli, una spesa al consumo più debole, una spesa pubblica più bassa e meno investimenti rispetto a quanto inizialmente stimato. Anche il commercio è apparso meno favorevole rispetto alla prima stima: le esportazioni sono state riviste al ribasso, mentre le importazioni sono diminuite meno di quanto riportato in precedenza, riducendo la spinta alla crescita proveniente dal commercio.

La spesa dei consumatori è stata rivista al ribasso soprattutto a causa della minore spesa per i servizi, in particolare per la sanità. Gli investimenti sono stati rivisti al ribasso a causa della minore spesa per strutture e software, mentre la spesa pubblica è stata marcata al ribasso principalmente a causa dell’indebolimento dell’edilizia statale e locale.

Una misura della domanda sottostante ha retto meglio di quanto suggerito dal dato principale. Le vendite finali reali agli acquirenti privati ​​domestici sono aumentate ad un tasso annuo dell’1,9%, sebbene in calo rispetto al 2,4% precedentemente riportato.

Il rapporto afferma inoltre che il lockdown governativo di ottobre-novembre ha sottratto circa 1,0 punto percentuale dalla crescita del quarto trimestre riducendo i servizi federali per il lavoro, sebbene ciò fosse già incorporato nella stima precedente e non abbia guidato la revisione. Il rapporto rileva che è difficile misurare in che modo la chiusura del governo potrebbe aver pesato sulla crescita attraverso effetti secondari.

I dati sull’inflazione riportati nel rapporto sono rimasti invariati, con l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali in aumento a un tasso annuo del 2,9% e l’inflazione core PCE, che esclude cibo ed energia, al 2,7%. Per l’intero 2025, l’economia è cresciuta del 2,1%, in leggero calo rispetto al 2,2% precedentemente riportato.

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