La campagna per impedire all’Iran di chiudere la cruciale via marittima dello Stretto di Hormuz continua con un raid aereo sulla struttura “principale” delle miniere marine del paese a Yazd, ha detto Israele.
Una forza di difesa israeliana (IDF) dichiarazione afferma che il Paese ha colpito durante la notte il “principale impianto iraniano per la produzione di missili e mine marine” a Yazd.
Secondo la valutazione dell’intelligence israeliana lo scopo della struttura era duplice. Da un lato era una fabbrica dove si ricercavano e costruivano mine, dove “la maggior parte dei missili e delle mine navali sono sviluppate dalle forze della marina iraniana”. Dall’altro veniva utilizzato anche come deposito di missili e mine.
Porre fine alla capacità dell’Iran di tenere in ostaggio l’economia mondiale attraverso la sua capacità di chiudere lo Stretto e di soffocare una parte considerevole del consumo giornaliero di petrolio greggio della terra, è evidentemente un obiettivo fondamentale per l’attuale conflitto. A tal fine, ridurre la capacità dell’Iran di generare capacità di guerra contro le mine ed erodere la profondità del suo deposito di mine è cruciale per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.
Storicamente, l’Iran aveva diverse leve da utilizzare quando si trattava di controllare lo Stretto. Aveva un’aeronautica e una marina convenzionale, e possedeva anche notevoli capacità di guerra asimmetrica, inclusi missili antinave terrestri e mine marine. Sembra quasi certo che l’aeronautica e la marina iraniana siano state distrutte rapidamente nelle prime settimane dell’offensiva USA-Israele, e ora gli attacchi si stanno concentrando sul compito più complicato di eliminare le diffuse scorte di missili e mine.
Come riportato, finora l’Iran si è in gran parte astenuto dall’effettuare attività minerarie nello stretto, probabilmente perché farlo in misura significativa renderebbe impossibile una soluzione negoziata e la sopravvivenza del regime, dato che probabilmente spingerebbe gli Stati Uniti verso una guerra senza restrizioni. Tuttavia, si sostiene che un piccolo numero – forse una dozzina — Le mine iraniane sono state rilasciate nello Stretto, forse come dimostrazione della capacità di rivendicare una merce di scambio nei confronti dell’Iran e degli Stati Uniti iniziare le trattative.
Con quello dell’Iran affondata la marina convenzionalemissili antinave presi di mira con l’ultima generazione di bombe rompi-bunker“flotta di zanzare” di veloci imbarcazioni suicide braccato dagli A-10e le scorte minerarie colpite dall’aeronautica israeliana, la sua capacità di comandare lo Stretto diventa ogni giorno più discutibile.
Questo schema è stato esacerbato ieri da ancora un altro colpo di decapitazione eliminare il capo della marina israeliana, l’ufficiale responsabile del controllo dello Stretto e negarlo ai nemici dell’Iran. Resta da vedere quanto velocemente un altro ufficiale potrà mettersi nei suoi panni e assumere ciò che resta di quel comando. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha invitato tutti i marinai della marina iraniana ad abbandonare i loro posti per salvarsi la vita.



