Sabato sera è scoppiato il caos a Torino, con oltre 100 agenti di polizia feriti e incendi appiccati nel centro della città italiana durante una protesta contro la chiusura di un centro di attivisti di estrema sinistra.
Sabato si sono svolte manifestazioni a livello nazionale in risposta allo sfratto della sinistra dal cosiddetto “centro sociale Askatasuna” a dicembre, dopo che l’edificio era stato occupato dai radicali per quasi 30 anni ed era servito come base operativa per l’attivismo di estrema sinistra in città.
L’amministrazione municipale locale aveva da tempo consentito al gruppo di occupare l’edificio di proprietà comunale; tuttavia, l’accordo è stato risolto dopo che attivisti presumibilmente legati ad Askatasuna hanno fatto irruzione e saccheggiato gli uffici del giornale liberale LaStampa a novembre per essere stato apparentemente troppo filo-israeliano nella sua copertura della guerra a Gaza.
Sabato, gli organizzatori hanno affermato che 50.000 persone sono scese nelle strade di Torino in solidarietà con il centro Askatasuna chiuso. Sebbene la manifestazione iniziale fosse stata in gran parte pacifica, con il passare della serata è scoppiata la violenza.
TORINO, ITALIA – 31 GENNAIO: Un furgone della polizia prende fuoco durante gli scontri tra polizia e manifestanti, tra cui numerosi anarchici e attivisti di estrema sinistra provenienti da tutta Italia e dall’estero, durante la protesta nazionale contro il governo italiano, la guerra e gli attacchi agli spazi sociali a Torino, 31 gennaio 2026. (Foto di Andrea Carrubba/Anadolu via Getty Images)
Secondo Secondo l’emittente RAI, oltre 100 agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti durante gli scontri con i radicali di estrema sinistra a Torino mentre manifestanti incappucciati lanciavano bottiglie, pietre e ordigni incendiari di fortuna contro la polizia.
In un caso, un gruppo di radicali incappucciati è stato visto picchiare un agente di polizia di 29 anni, punzonatura e prendendolo a calci, prima di attaccarlo con un martello. Altri sono stati visti appiccare il fuoco ai cassonetti e persino a un veicolo blindato della polizia. La polizia, a sua volta, ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti contro la folla violenta.
In risposta, il premier Giorgia Meloni ha dichiarato: “Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non si tratta di manifestanti, ma di individui che agiscono come nemici dello Stato”.
“A farne le spese sono state le forze dell’ordine, costrette ad affrontare una vera e propria guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella estesa ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata”.
Meloni ha aggiunto: “Lo Stato non indietreggia di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e si schiera, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa la divisa, di chi informa e di chi rispetta le regole della convivenza civile”.
I sostenitori del centro sociale Askatasuna marciano a Torino, Italia, il 31 gennaio 2026. Foto di Elisa Marchina/NurPhoto via Getty Images)
Il vice primo ministro Matteo Salvini ha chiesto al governo di introdurre una nuova legislazione per proteggere la polizia e introdurre l’obbligo di cauzione per il rilascio di chiunque sia coinvolto in disordini, detto: “Manifestare è legittimo, distruggere le città e picchiare gli agenti di polizia no!”
Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo disse: “Oggi sono molto arrabbiato perché purtroppo non si può nemmeno dire che il limite sia stato superato. Il limite è stato superato da molto tempo e quindi qui ci sono responsabilità chiare, e non sono solo responsabilità di quei fuggiaschi, di quei delinquenti di Askatasuna, di questi signori che agiscono con metodi terroristici, ma ci sono anche responsabilità delle istituzioni.”



