Silvia Stellacci, Nicole Winfield E Trisha Tommaso
Roma: Chiamatelo intervento divino, o forse solo un lavoro frettoloso di aggiustamento per porre fine a giorni di speculazioni e scandali. Ma il risultato finale è che l’Angelo Meloni non c’è più.
Un dipinto di un cherubino con un volto notevole somiglianza con il premier italiano Giorgia Meloni aveva attirato grandi folle alla Basilica di San Lorenzo in Lucina, una delle basiliche più antiche di Roma. Il volto di quell’angelo era scomparso quando la chiesa ha aperto i battenti mercoledì, ora di Roma: rimane il corpo del cherubino, ma il volto è stato cancellato con una lastra di vernice o intonaco trascurata.
La Repubblica Il quotidiano, che ha diffuso la notizia pubblicando l’angelo in stile Meloni in prima pagina, ha detto che il restauratore responsabile della realizzazione del cherubino Meloni lo aveva nascosto durante la notte su richiesta delle autorità ecclesiastiche.
Il restauratore Bruno Valentinetti ha ammesso al giornale di aver disegnato l’angelo sulla Meloni, ma non ha spiegato il motivo.
La diocesi di Roma e il Ministero italiano della Cultura li avevano entrambi avviato le indagini dopo che l’immagine del cherubino fu pubblicata per la prima volta.
Il dipinto originale risaliva solo al 2000, quindi non si trattava di un danno al patrimonio storico della chiesa. Ma il cardinale Baldassare Reina, vicario del papa per Roma, insisteva sul fatto che una figura politica non aveva posto nell’arte sacra.
Il putiferio ha dato alla basilica un nuovo status di celebrità, con gente del posto curiosa e turisti in fila per fotografare il cherubino Meloni, a volte interrompendo la messa.
In un comunicato diffuso mercoledì, ora di Roma, il Ministero della Cultura ha stabilito le regole per il futuro: se la basilica intende ridipingere il volto d’angelo, avrà bisogno dell’autorizzazione preventiva del governo, che è proprietario della chiesa, della diocesi di Roma, che la gestisce, e della sovrintendenza speciale per Roma del Ministero della Cultura.
Per non sollevare dubbi, il Ministero della Cultura ha affermato che la richiesta di autorizzazione deve essere “accompagnata da uno schizzo dell’immagine”.
Valentinetti aveva realizzato il cherubino per la prima volta nel 2000, quando una delle cappelle anteriori della basilica fu rinnovata per includere un busto dell’ultimo re d’Italia, Umberto II. Incluso nella decorazione c’era un cherubino che reggeva una mappa dell’Italia, apparentemente inginocchiato davanti al re.
Il putto è stato restaurato dopo che perdite d’acqua avevano danneggiato la basilica a partire dal 2023, ed è emerso con il volto della Meloni.
Le indagini avviate erano quelle di identificare come appariva il putto originale del 2000, con l’obiettivo di restituire il dipinto a quell’immagine. Il cherubino senza volto visto mercoledì sembrava essere una soluzione temporanea per cancellare le sembianze della Meloni dall’opera.
Il premier italiano aveva preso alla leggera tutta la faccenda. “No, sicuramente non sembro un angelo”, ha scritto Meloni sui social media nel fine settimana con un’emoji che ride/piange accanto a una foto dell’opera.
AP
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