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Stati Uniti e Israele bombardano l’Iran: una cronologia dei colloqui e delle minacce che hanno portato agli attacchi

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Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran nonostante i colloqui in corso tra Washington e Teheran sul programma nucleare iraniano.

L’Iran ha risposto agli attacchi di sabato con attacchi missilistici e aerei in tutta la regione, inclusi Israele, Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Iraq.

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Funzionari israeliani hanno affermato che i loro attacchi hanno preso di mira le infrastrutture militari e nucleari dell’Iran, mentre lo spazio aereo in tutto Israele è stato chiuso e sono state imposte misure di emergenza. Anche diversi altri paesi della regione hanno annunciato la chiusura del loro spazio aereo.

Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha affermato che Washington ha avviato una “grande operazione di combattimento” in Iran, volta a “eliminare le minacce del regime iraniano”.

“Questo regime imparerà presto che nessuno dovrebbe sfidare la forza e la potenza delle forze armate degli Stati Uniti”, ha affermato.

Gli attacchi sono avvenuti appena due giorni dopo che i negoziati sul nucleare tra Stati Uniti e Iran a Ginevra, mediati dall’Oman, si sono conclusi senza risultati. L’attacco USA-Israele segna l’escalation più grave dalla breve ma intensa guerra del giugno 2025.

Ecco una cronologia degli eventi, compresi gli attacchi e le aperture diplomatiche che hanno portato agli attacchi di sabato da parte di Stati Uniti e Israele, e la feroce risposta dell’Iran.

13 giugno 2025 – Israele lancia importanti attacchi aerei contro le strutture nucleari e militari iraniane, nel mezzo dei colloqui in corso tra Stati Uniti e Teheran. L’Iran risponde nel giro di poche ore con attacchi missilistici e droni su larga scala contro le città israeliane.

22 giugno – Gli Stati Uniti colpiscono gli impianti nucleari iraniani a Natanz, Fordow e Isfahan, con Trump che sostiene che gli attacchi hanno degradato il programma nucleare di Teheran. Funzionari iraniani hanno affermato che il loro programma è stato ritardato ma non distrutto.

23 giugno – Per ritorsione, l’Iran lancia missili contro la base aerea di Al Udeid in Qatar, che ospita soldati statunitensi. I missili vengono intercettati e non si registrano vittime.

24 giugno – Dopo 12 giorni di combattimenti, tra Iran e Israele entra in vigore un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, ponendo fine a tutte le ostilità. Almeno dice l’Iran 610 dei suoi cittadini furono uccisi nella guerra, mentre Israele affermava che 28 erano stati uccisi dalla sua parte.

2 luglio – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian firma una legislazione che interrompe la cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), vietando ai suoi ispettori di accedere agli impianti nucleari iraniani senza specifica autorizzazione da parte del Consiglio supremo di sicurezza nazionale del paese.

INTERATTIVO - Cronologia IRAN - 28 FEBBRAIO 2026-1772271216

22 luglio – Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, afferma Teheran non si arrenderà il suo programma di arricchimento dell’uranio, nonostante un temporaneo arresto a causa dei danni “gravi e gravi”.

12 agosto – Secondo i media statali, la polizia iraniana ha arrestato circa 21.000 persone legate alla guerra dei 12 giorni con Israele.

22 agosto – L’Iran accetta di riprendere i colloqui sul nucleare nel corso del mese con Regno Unito, Francia e Germania, nonostante la minaccia di una ripresa delle sanzioni.

28 agosto – I tre paesi europei avviano un meccanismo che ripristina, per la prima volta in un decennio, le sanzioni delle Nazioni Unite contro la repubblica islamica.

1 novembre – L’Oman esorta sia gli Stati Uniti che l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati poiché l’Iran ribadisce che non smetterà di arricchire l’uranio.

7 novembre – Trump afferma che l’Iran ha chiesto a Washington di rimuovere le sue paralizzanti sanzioni su Teheran e che è disposto a parlare della questione.

28 dicembre – Scoppiano proteste nelle principali città, tra cui Teheran, per l’impennata dei prezzi dopo il crollo del rial contro il dollaro statunitense.

8 gennaio 2026 – Internet è stato bloccato in tutto l’Iran in seguito allo scoppio delle proteste antigovernative, che ora si sono diffuse oltre le città. Il blackout dura più di due settimane.

13 gennaio – Trump dice agli iraniani di “continuare a protestare”, sostenendo che “gli aiuti sono in arrivo” e che gli Stati Uniti potrebbero prepararsi a un intervento militare contro Teheran. Gli Stati Uniti iniziano a rafforzare la propria presenza militare al largo dell’Iran.

6 febbraio – L’Iran e gli Stati Uniti avviano negoziati nucleari indiretti a Ginevra, con la mediazione dell’Oman, con l’obiettivo di raggiungere un accordo per frenare il programma nucleare di Teheran.

17 febbraio – Riprendono a Ginevra i colloqui ad alto livello sul nucleare tra Stati Uniti e Iran, sempre con la mediazione dell’Oman.

INTERATTIVO-Presenza militare statunitense in Medio Oriente Giugno 2026-1772272730
(Al Jazeera)

22 febbraio – L’Oman conferma un altro giro di discussioni a Ginevra, descrivendo una “spinta positiva”, ma ammette che permangono differenze significative.

26 febbraio – Un terzo ciclo di colloqui sul nucleare si conclude a Ginevra, con il mediatore Oman che afferma che sono stati compiuti “progressi significativi” e che ulteriori discussioni si terranno la settimana successiva a Vienna.

27 febbraio – Il ministro degli Esteri dell’Oman afferma che l’Iran ha accettato di ridurre le sue attuali scorte di materiale nucleare al “livello più basso possibile” – di fatto a livelli non raffinati. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma di preferire la diplomazia, ma avverte che “tutte le opzioni” rimangono disponibili se la diplomazia fallisce.

28 febbraio – Israele lancia attacchi coordinati contro obiettivi iraniani, compresi siti dentro e intorno a Teheran. L’Iran reagisce lanciando attacchi aerei e missilistici in tutta la regione, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein e Kuwait.

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