Più di un adulto su tre potrebbe essere classificato erroneamente in base al BMI – il test standard utilizzato dai medici per decidere se le persone hanno un peso sano – lasciando milioni di persone con un quadro sbagliato della loro salute.
Il punteggio viene calcolato utilizzando una semplice formula basata su altezza e peso, ma una nuova ricerca suggerisce che potrebbe essere molto meno affidabile di quanto molti pensano.
I risultati si aggiungono alle prove sempre più evidenti che il BMI non è adatto allo scopo e possono fornire un quadro fuorviante del vero grasso corporeo e dei rischi di una persona.
Ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dell’Università di Verona e Beirut L’Università ha confrontato le classificazioni del BMI con l’assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA), il metodo gold standard per misurare il grasso corporeo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nutrients e che sarà presentato all’European di quest’anno Congresso sull’obesità a Istanbul, ha analizzato 1.351 adulti di età compresa tra 18 e 98 anni, la maggior parte dei quali erano donne e tutti di origine bianca europea.
Sulla base del BMI, l’1,4% era sottopeso, il 58% un peso sano, il 26% sovrappeso e il 14% obeso: cifre ampiamente in linea con le stime della popolazione in ItaliaE’ il Veneto.
Ma le scansioni DXA raccontavano una storia diversa.
Più di un terzo delle persone classificate come obese dal BMI erano in realtà solo sovrappeso.
Secondo i dati più recenti dell’indagine sanitaria condotta in Inghilterra, circa il 64% degli adulti è in sovrappeso o convive con l’obesità, in base al BMI
Secondo il sistema BMI, un punteggio compreso tra 18,5 e 25 è considerato sano. Un punteggio compreso tra 25 e 29 conta come sovrappeso, mentre oltre 30 significa che una persona è obesa, la fase in cui le probabilità di malattia aumentano vertiginosamente.
Tra quelli etichettati come sovrappeso, più della metà sono stati classificati erroneamente: la maggior parte era infatti di peso sano, mentre una percentuale minore era in realtà obesa.
Anche tra quelli ritenuti un peso sano, il BMI ha sbagliato in circa un caso su cinque.
La discrepanza maggiore è stata osservata nelle persone classificate come sottopeso: due terzi dei quali sono risultati essere un peso sano in base alle misurazioni del grasso corporeo.
Nel complesso, la DXA ha suggerito tassi di eccesso di peso leggermente più bassi, con il 23% in sovrappeso e il 13% obeso.
Il professor Marwan El Ghoch, che ha condotto lo studio, ha dichiarato: “Oltre un terzo degli adulti viene classificato erroneamente quando si basa sul BMI, che sovrastima il sottopeso, il sovrappeso e l’obesità rispetto alle misurazioni effettive del grasso corporeo”.
La professoressa Chiara Milanese, coautrice, ha aggiunto: “Anche quando BMI e DXA trovano tassi complessivi simili, le persone identificate non sono sempre le stesse. Ciò dimostra che il BMI può rappresentare in modo errato il peso negli adulti di età e sesso diversi.’
Una limitazione fondamentale del BMI è che non è in grado di distinguere tra grasso e muscoli, il che significa che qualcuno con un’elevata massa muscolare può essere etichettato come sovrappeso, mentre un’altra persona con un grasso corporeo più elevato ma meno muscoli potrebbe rientrare nell’intervallo “sano”.
I ricercatori affermano che il BMI dovrebbe essere utilizzato insieme ad altre misurazioni, come il rapporto vita-altezza o i test sulle pliche cutanee, per fornire un quadro più accurato della salute.
Hanno inoltre chiesto ulteriori studi per valutare se simili classificazioni errate si verificano in popolazioni più diverse in tutto il mondo.
I loro risultati fanno eco alle richieste di 58 esperti internazionali per una definizione più ampia di obesità che includa misure come la circonferenza della vita e la distribuzione del grasso, piuttosto che fare affidamento solo sul BMI.
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Un’analisi separata di oltre 300.000 adulti negli Stati Uniti suggerisce che l’adozione di queste misure aggiuntive potrebbe aumentare il numero di persone classificate come obese di quasi il 60%.
Applicato al Regno Unito, ciò aumenterebbe il numero da circa 13 milioni a quasi 21 milioni di persone.
Secondo l’ultimo Health Survey for England, circa il 64% degli adulti è classificato come sovrappeso o obeso sulla base del solo indice di massa corporea, un dato che è alla base della politica nazionale e delle linee guida del servizio sanitario nazionale.
L’obesità è collegata a gravi rischi per la salute, tra cui il diabete di tipo 2, malattie cardiache e problemi respiratori, e costa al servizio sanitario nazionale più di 11 miliardi di sterline all’anno, insieme a perdite più ampie derivanti dalla riduzione della produttività e della spesa sociale.
I ricercatori affermano che il messaggio è chiaro: anche quando i parametri standard della salute metabolica appaiono normali, il trasporto di grasso corporeo in eccesso è collegato a un rischio significativamente più elevato di malattie gravi.
Mantenere un peso sano rimane uno dei passi più importanti per proteggere la salute a lungo termine di cuore, fegato e reni.



