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Recensione: Hershey Felder racconta una storia brillante… su Hershey Felder

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Quando si tratta dei componenti del virtuosismo musicale Hershey Felder mondo, non esiste metafora più grande la sua vita e la sua arte del suo pianoforte stesso.

Più che un semplice canale per la musica, lo strumento rappresenta la libertà dalle battaglie combattute dalla sua famiglia, immigrati ebrei ungheresi che affrontarono una montagna di antisemitismo, suo nonno teneva una valigia vicino alla porta che conteneva pezzi chiave della fede ebraica, incluso uno scialle da preghiera immacolato.

In “Hershey Felder: Il pianoforte e io,“, presentato da TheatreWorks Silicon Valley fino all’8 febbraio, Felder condivide la sua storia profondamente personale su come è diventato un pianista ricercato che ha unito il suo talento in un genere tutto suo. Non si limita a suonare le composizioni di luminari come Franz Liszt, Frédéric Chopin, Mozart, Beethoven e Bach con agile fluidità, ma mette in scena le loro vite, fornendo informazioni sulle passioni di ciascuno e su come la loro musica ha cambiato il mondo.

La potenza della storia sta nel modo in cui Felder, che ora ha 58 anni, ripensa alla totalità della sua vita da gentiluomo più anziano, sposando la saggezza che deriva dall’età e dall’autointerrogatorio. È una vita che ha visto la sua parte di angoscia e perdita, che si sentono magnificamente sul palco, dominato da un pianoforte a coda su cui Felder si esibisce nei momenti più opportuni.

Lo spettacolo è leggero sulla tecnologia, ma le immagini di accompagnamento (video design di Stefano DeCarli) si riversano come aggiunte alla potente passione di Felder per Liebesträume di Liszt o Für Elise di Beethoven e atterrano con grande effetto.

La vita di Felder era caratterizzata da un’abbondanza di curiosità. Da bambino non si accontentava semplicemente dei suoni dei notturni di Chopin che arrivavano dalla radio nella sua nativa Montreal. Ma cosa più importante per Felder, chi era Chopin? Cosa c’era nella sua anima che gli ha fatto creare alcune delle più belle composizioni per pianoforte nella storia della musica classica? Quella curiosità fu applicata a molti altri la cui musica non apparteneva a un’epoca, ma rappresentava tutta l’umanità eterna.

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