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Papa Leone XIV chiede amicizia e comunità nei messaggi di Natale: la “sfera digitale” amplifica la rabbia

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Lunedì Papa Leone XIV ha inviato messaggi al clero in previsione delle vacanze di Natale, sottolineando l’importanza dell’amicizia e della comunità per sostenere il lavoro della Chiesa.

Il papa, durante il suo primo Avvento come arcivescovo di Roma, affrontato lunedì alla Curia Romana, esortandoli a contribuire alla costruzione della “nuova umanità” annunciata dall’arrivo di Gesù Cristo tra l’umanità. Ha messo in guardia dal potenziale di “rigidità o ideologia” che diluisce il lavoro della Chiesa e dall’effetto dannoso della “sfera digitale e della politica” nella costruzione di legami d’amore tra le persone.

Papa Leone ha anche pubblicato una Lettera Apostolica ricordando a sacerdoti, vescovi e diaconi che la loro missione “non è mai un cammino puramente individuale” e “nessun pastore esiste da solo”.

“Il Natale ci ricorda che Gesù è venuto a rivelare il vero volto di Dio come Padre, affinché tutti potessimo diventare suoi figli e quindi fratelli e sorelle gli uni per gli altri”, ha detto il Papa nel suo discorso alla Curia Romana. “L’amore del Padre, incarnato e rivelato da Gesù nella sua azione liberatrice e nella sua predicazione, ci permette, nello Spirito Santo, di essere segno di una nuova umanità – non più fondata sull’egoismo e sull’individualismo, ma sull’amore reciproco e sulla solidarietà”.

Ha lamentato che la Chiesa cattolica opera in un “mondo ferito dalla discordia, dalla violenza e dal conflitto, dove assistiamo anche a una crescita dell’aggressività e della rabbia, spesso sfruttate sia dalla sfera digitale che dalla politica”. In questo clima, ha proseguito, l’amicizia è vitale.

Direttamente alla Curia, il papa ha lamentato che la frustrazione e l’amarezza possono crescere quando “certe dinamiche – legate all’esercizio del potere, al desiderio di prevalere o al perseguimento di interessi personali – tardano a cambiare”.

“Ci chiediamo allora: è possibile essere amici nella Curia Romana? Intrattenere rapporti di autentica amicizia fraterna?” chiese. “Nella fatica quotidiana è una grazia trovare amici fidati, dove cadono le maschere, nessuno viene utilizzato o messo da parte, viene offerto un sostegno autentico, si rispetta il valore e la competenza di ciascuno, evitando risentimenti e insoddisfazioni”.

“Tali relazioni esigono una conversione personale, affinché traspaia l’amore di Cristo, che ci rende fratelli e sorelle”, ha concluso.

Al di fuori della Chiesa, ha aggiunto, “nei rapporti interpersonali, nelle dinamiche interne agli uffici, o nell’affrontare questioni di fede, liturgia, moralità e altro ancora, si corre il rischio di cadere nella rigidità o nell’ideologia, con i conseguenti conflitti”.

Allo stesso modo, in una lettera su ministeroha esortato i sacerdoti a non cercare di svolgere il loro lavoro in isolamento.

“La cura reciproca, soprattutto l’attenzione ai fratelli più soli e isolati, così come a quelli malati e anziani – ha suggerito – non può essere considerata meno importante della cura prestata alle persone a noi affidate”.

L’opera del sacerdote, ha spiegato il Papa, “non è mai un percorso puramente individuale ma ci impegna a prenderci cura gli uni degli altri. Questa dinamica è sempre un’opera della grazia che abbraccia la nostra fragile umanità, sanandola dal narcisismo e dall’egoismo”.

“Con fede, speranza e carità, siamo chiamati a seguire Cristo ogni giorno, riponendo tutta la nostra fiducia nel Signore. La comunione, la sinodalità e la missione non possono realizzarsi se, nel cuore dei sacerdoti, la tentazione dell’autoreferenzialità non cede alla mentalità dell’ascolto e del servizio”, ha proseguito.

La lettera individua nella solitudine un pericolo particolare e sollecita che “in tutte le Chiese locali possa sorgere un rinnovato impegno per investire e promuovere possibili forme di vita comunitaria”.

Papa Leone ha fatto della connessione interpersonale il fulcro dei suoi messaggi durante questo Avvento. Il 20 dicembre, il capo della Chiesa cattolica ha invitato tutti i credenti a “pensare a qualcuno con cui poter fare pace” e ad andare avanti per migliorare quel rapporto.

«Sarà un dono più prezioso di quelli che si possono acquistare nei negozi, perché la pace è un dono che veramente si trova solo nel cuore», ha sottolineato. consigliatodefinendo la pace “l’azione cattolica per eccellenza”.

Anche il papa avvertito I cristiani “non devono lasciarsi coinvolgere nell’attività frenetica della preparazione della festa”, riferendosi alla pianificazione dell’evento, all’acquisto e al confezionamento dei regali e ad altri fattori di stress che sono diventati tradizione in Occidente.

«Piuttosto – ha suggerito il papa – prendiamoci il tempo per rendere il nostro cuore attento e vigilante nell’attesa di Gesù, affinché la sua presenza amorevole diventi per sempre il tesoro della nostra vita e del nostro cuore».

Papa Leone lo è previsto celebrare due Messe questa settimana per Natale, la vigilia e il giorno di Natale, oltre agli obblighi per il Capodanno e l’Epifania, il 6 gennaio.

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