Home Cronaca Opinione: Uccidere un leader nemico spesso aggrava il conflitto e il caos

Opinione: Uccidere un leader nemico spesso aggrava il conflitto e il caos

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Gli Stati Uniti e Israele hanno scommesso sulla “decapitazione” dell’Iran, uccidendo il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei e molti altri. La storia mostra il pericolo di questo approccio nei conflitti nazionalisti: spesso funziona tatticamente e fallisce strategicamente.

Anche se la campagna di bombardamenti “shock and awe” del fine settimana e il cambio di regime guidato dagli Stati Uniti ricordano a molti l’Iraq, non è il caso più istruttivo. Sarebbe la Cecenia.

Il 21 aprile 1996 le forze russe eseguirono uno degli omicidi più accurati dell’era moderna.

L’obiettivo era Dzhokhar Dudayev, leader della guerra separatista della Cecenia contro Mosca. I ripetuti tentativi di localizzarlo erano falliti. Era mobile e profondamente cauto.

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