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La FIFPRO vince la vittoria mentre l’organismo europeo ammette le carenze del calendario calcistico

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Il sindacato dei calciatori contesta l’incapacità dello Stato francese di proteggere i calciatori professionisti dai rischi per la salute e la sicurezza.

Il sindacato dei calciatori ‌FIFPRO saluta una vittoria legale “epocale” dopo che un organismo europeo per i diritti ha accettato di indagare se lo stato francese non sia riuscito a sostenere gli standard lavorativi per i calciatori professionisti.

La decisione unanime del Comitato Europeo dei Diritti Sociali di marzo segna la prima volta che un sindacato di giocatori ha avanzato con successo un reclamo collettivo ai sensi della Carta Sociale Europea. Ciò apre la strada a un’indagine per verificare se la Francia non sia riuscita a garantire condizioni di lavoro adeguate ai giocatori professionisti, compresi i minori.

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La FIFPRO ha descritto il cuore della controversia come l’incapacità dello Stato francese di proteggere i calciatori professionisti dai rischi per la salute e la sicurezza posti da un calendario internazionale congestionato e in espansione, che sostiene sia guidato dalle decisioni unilaterali della FIFA sui formati delle competizioni.

L’edizione inaugurale della Coppa del mondo per club FIFA, rinominata e ampliata, è stata particolarmente criticata da tutto il mondo del calcio quando è stata organizzata l’anno scorso.

Il governo francese aveva cercato di archiviare il caso, sostenendo che eventuali presunte violazioni sul lavoro erano responsabilità di organismi sportivi privati, come la FIFA o la Federcalcio francese, piuttosto che dello Stato.

Il Comitato ha respinto tale obiezione, ⁠affermando che i governi nazionali rimangono legalmente responsabili di garantire che i ⁠diritti fondamentali dei lavoratori siano rispettati all’interno delle loro giurisdizioni, indipendentemente dal fatto che un ente privato gestisca l’industria.

La FIFPRO Europe, che sostiene l’Unione nazionale francese dei calciatori professionisti (UNFP) nel caso, ha descritto la decisione come un “caso indicativo” per l’industria.

Ha aggiunto che la denuncia evidenzia come gli organi di governo globali “ignorino spesso le norme nazionali sul lavoro relative ai periodi di riposo e alla contrattazione collettiva”.

La FIFPRO Europe ha confermato che fornirà pieno sostegno all’UNFP durante i prossimi procedimenti e ha invitato gli altri stati europei a ritenere le autorità calcistiche responsabili per “fallimenti sistemici” che, secondo lei, danno priorità agli interessi commerciali rispetto alla sicurezza dei giocatori.

“La Francia non è sola: molti altri Stati si trovano in una situazione paragonabile, con standard minimi per l’orario di lavoro, i periodi di riposo, la salute sul lavoro e la contrattazione collettiva strutturalmente indeboliti dalle decisioni prese a livello globale”, si legge nella dichiarazione.

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