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Lo shock energetico fa precipitare la fiducia dei consumatori ai minimi prossimi al Covid

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La fiducia dei consumatori australiani è crollata, registrando il calo mensile più netto dall’inizio del COVID, poiché l’aumento dei prezzi del carburante e un aumento dei tassi mettono a dura prova i bilanci delle famiglie.

L’indice della fiducia dei consumatori del Westpac-Melbourne Institute è sceso del 12,5% da marzo ad aprile, uno dei cali più marcati dall’inizio della pandemia.

L’indice misura la situazione finanziaria delle famiglie rispetto a un anno fa.

La fiducia dei consumatori australiani è crollata, registrando il calo mensile più netto dall’inizio del COVID. (Nove)

Misura anche il modo in cui le persone si sentono riguardo alle proprie finanze e all’economia in generale nell’anno a venire e nei prossimi cinque anni, e chiede se ora sembra il momento giusto per fare un acquisto importante.

Ogni componente è diminuito, mostrando una debolezza generalizzata.

Il crollo avviene mentre i prezzi della benzina aumentano sulla scia delle crescenti tensioni che coinvolgono Stati Uniti, Israele e Iran.

Allo stesso tempo, un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base ha aggravato le preoccupazioni sugli oneri finanziari.

Gli shock sembrano aver scosso la fiducia, con il sentiment che ora si aggira intorno a livelli storicamente deboli.

mani che aprono il portafoglio con denaro australiano, concetto finanziario. Dollaro australiano
La fiducia dei consumatori è ancora ai minimi storici. (Getty)

L’ultima lettura indica un chiaro calo nei sentimenti degli australiani riguardo alle loro finanze.

I cali più pronunciati sono legati alle attuali condizioni finanziarie, con la misura che misura i sentimenti delle famiglie riguardo alle proprie finanze rispetto a un anno fa, scendendo del 16,7% – un livello tipicamente associato a periodi di significativo stress economico.

I costi del carburante hanno giocato un ruolo importante, con i prezzi della benzina che sono saliti a circa 2,40 dollari al litro all’inizio di aprile, balzando di 37 centesimi dall’indagine di marzo e di 77 centesimi dall’inizio di febbraio.

Questo è il salto più grande nella storia dell’indagine e fa paragoni con gli shock petroliferi degli anni ’70.

I dati sono stati raccolti dopo che il 1° aprile è entrato in vigore un taglio temporaneo delle accise sul carburante. Ciò ha abbassato i prezzi di 12 centesimi al litro, ma ha fatto ben poco per rallentare l’aumento complessivo.

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