Papa Leone XIV ha presieduto il suo primo Pasqua Messa di veglia nella Basilica di San Pietro sabato sera, portando un’alta candela accesa attraverso la chiesa buia e pronunciando un’ampia omelia sul peccato, sulla redenzione e sull’urgente bisogno di pace in un mondo fratturato dalla guerra.
Un papato definito in anticipo dal suo tono
La Pasqua è la celebrazione più significativa del cristianesimo, che commemora la risurrezione di Gesù Cristo dopo la sua crocifissione. Per Leone, la veglia di sabato ha segnato un momento decisivo del suo pontificato, in cui ha sfruttato l’antica occasione per parlare direttamente dei conflitti contemporanei, inclusa la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e l’Iran. La continua guerra della Russia in Ucraina.
La veglia è avvenuta pochi giorni dopo che le dichiarazioni di Leo sulla Domenica delle Palme avevano suscitato una forte risposta da parte della Casa Bianca. Rivolgendosi a decine di migliaia di fedeli in piazza San Pietro, il papa ha condannato la guerra come il conflitto con l’Iran è entrato nel suo secondo mese, dicendo che Dio non ascolta le preghiere di coloro le cui “mani sono piene di sangue” e che Gesù “rifiuta la guerra” e non può essere usato per giustificarla.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha respinto lunedìpresidente difensore Donald Trump uso della preghiera da parte dell’amministrazione in relazione alle operazioni militari statunitensi. “La nostra nazione era una nazione fondata 250 anni fa quasi su valori giudeo-cristiani”, ha detto, aggiungendo che presidenti e leader militari invitano da tempo alla preghiera durante la guerra e che i membri del servizio “apprezzano le preghiere e il sostegno del comandante in capo”.
Leo non ha nominato leader politici specifici nel suo discorso, ma nelle ultime settimane ha inasprito la sua critica alla guerra, chiedendo più volte un cessate il fuoco immediato e lamentando il fatto che i cristiani in Medio Oriente potrebbero non essere in grado di osservare pienamente la Pasqua a causa di quello che ha descritto come un conflitto “atroce”.

Luce nell’oscurità
Leone ha aperto la veglia pasquale nell’oscurità, intonando “La luce di Cristo che risorge nella gloria” prima che i portatori di candele diffondessero la luce attraverso la basilica mentre la congregazione guardava. Secondo Vatican News, egli ha poi riflettuto sul bene, sul male e sulla rinascita – attingendo a nove passaggi della Scrittura che vanno dalla creazione all’Esodo fino alle riflessioni di san Paolo sulla risurrezione – descrivendo un filo conduttore che attraversa la storia della salvezza: che “Dio risponde alla durezza del peccato, che divide e uccide, con la forza dell’amore, che unisce e ridona la vita”.
Ha paragonato il peccato alla pietra che sigilla la tomba di Gesù, definendola “una pesante barriera che ci chiude e ci separa da Dio”. Ma proprio come quella pietra fu trovata rovesciata la mattina di Pasqua, Leone disse che ci sono “tombe ancora da aprire oggi” – tra cui sfiducia, paura, egoismo e risentimento, così come le più grandi forze della guerra, dell’ingiustizia e dell’isolamento nazionale.
Citando un antico inno pasquale, riferisce Vatican News, il papa ha affermato che la festività “scaccia l’odio, favorisce la concordia e abbatte i potenti”. Ha invitato i fedeli a non lasciarsi paralizzare dal peso di queste sfide, sollecitando l’impegno affinché “i doni pasquali dell’armonia e della pace crescano e fioriscano ovunque e sempre nel mondo”.
Durante la messa, Leo ha battezzato, come è tradizione, 10 adulti provenienti da tutto il mondo.


Una Settimana Santa di primati
La veglia ha coronato una Settimana Santa insolitamente impegnativa per il nuovo pontefice. SU Venerdì SantoLeone portò la croce per tutte le 14 stazioni della Via Crucis, il primo papa a farlo dopo decenni. Il Giovedì Santo ha lavato i piedi a 12 sacerdoti, ripristinando una tradizione che il suo predecessore Papa Francesco aveva modificato includendovi laici e non cristiani.
Con le sue stesse parole
Sulla resurrezione: “L’umanità può uccidere il corpo, ma la vita del Dio dell’amore è la vita eterna, che trascende la morte e che nessuna tomba può imprigionare”.
Sul conflitto: “Alcune (pietre) pesano molto sul cuore umano, come la sfiducia, la paura, l’egoismo e il risentimento; altre, derivanti da queste lotte interiori, recidono i legami tra noi attraverso la guerra, l’ingiustizia e l’isolamento dei popoli e delle nazioni. Non lasciamoci paralizzare da loro!”


Occhi sulla piazza
Domenica mattina, Leone celebrerà una messa all’aperto in Piazza San Pietro prima di pronunciare il suo discorso pasquale “Urbi et Orbi” – “alla città e al mondo” – un tradizionale messaggio papale che funge da sintesi delle preoccupazioni globali.
A questo articolo hanno contribuito i resoconti dell’Associated Press.
Guarda qui sotto la Veglia Pasquale:



