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Guerra USA-Israele all’Iran: cosa sta succedendo nel 28° giorno degli attacchi?

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Trump ha ritardato di 10 giorni gli attacchi agli impianti energetici iraniani, sostenendo che i colloqui stanno andando bene, anche se l’Iran non è d’accordo.

Mentre la guerra entra nel giorno 28, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo ha fatto ritardato previsto attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane di 10 giorni fino al 6 aprile, affermando che i colloqui di pace stanno andando “molto bene” – anche se i funzionari iraniani descrivono una proposta americana come “unilaterale e ingiusta”.

Il Pakistan afferma che sta trasmettendo messaggi tra Washington e Teheran, con Turkiye ed Egitto che sostengono anche gli sforzi di mediazione per cercare di porre fine alla guerra, mentre gli sforzi diplomatici si intensificano per prevenire un conflitto regionale più ampio.

Nell’Iran

  • Scioperi militari e vittime: Le forze statunitensi e israeliane hanno continuato a bombardare le città iraniane: più di 1.900 persone sono state uccise in Iran finora.
  • La rappresaglia dell’Iran: Teheran ha lanciato missili e droni contro Israele e gli stati del Golfo, tra cui Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Giordania.
  • Trump posticipa la scadenza: Trump ha fatto una pausa hanno pianificato attacchi contro impianti energetici iraniani fino al 6 aprile alle 20:00 ora di New York (00:00 GMT del 7 aprile), affermando che i colloqui “stanno andando molto bene”.
  • Trattative e richieste: L’Iran ha definito la proposta americana “unilaterale e ingiusta” e ha affermato di avere cinque richieste non negoziabili.
  • Richieste inaccettabili: Quello dell’Iran proposta in cinque puntiche include le riparazioni per la guerra e il mantenimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz, è considerato probabilmente inaccettabile dalla Casa Bianca.
  • Azioni rispetto alle parole: Mohamed Vall, riferendo da Teheran, ha detto che gli iraniani si stanno concentrando sugli attacchi in corso, non sulle affermazioni degli Stati Uniti sui progressi nei colloqui, e vedono i continui attacchi come un segno che Washington non è seria riguardo a un accordo.
  • Israele colpisce Teheran: L’esercito israeliano ha affermato che le sue forze hanno effettuato “un’ondata di attacchi su larga scala contro le infrastrutture” dell’establishment iraniano “nel cuore di Teheran” venerdì scorso.

Diplomazia di guerra

  • Sforzi diplomatici: I mediatori stanno spingendo per possibili colloqui di persona tra iraniani e americani, forse già questo fine settimana in Pakistan, dicono funzionari egiziani e pakistani.

Nel Golfo

  • Attacchi diretti e intercettazioni: I vicini stati del Golfo si trovano ad affrontare bombardamenti quasi quotidiani mentre l’Iran lancia continuamente missili e droni.
  • Emirati Arabi Uniti: I detriti di un proiettile intercettato ad Abu Dhabi hanno ucciso due persone e ne hanno ferite tre. Le due persone uccise provenivano dall’India e dal Pakistan. Almeno uno dei feriti proveniva anche dall’India.
  • Kuwait: La Guardia Nazionale del Kuwait ha ripetutamente intercettato droni e missili, con le sirene dei raid aerei e le esplosioni che sono diventate un evento regolare.

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Negli Stati Uniti

  • Tensione nella fornitura di armi: La guerra in corso sta mettendo a dura prova le forniture militari statunitensi e l’amministrazione sta valutando se reindirizzare i missili intercettori di difesa aerea inizialmente destinati all’Ucraina verso il Medio Oriente.
  • Incontri diplomatici in DC: Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha visitato Washington, DC, per incontrare il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth per discutere di cooperazione in materia di sicurezza e strategie di difesa regionale.
  • Aumento della disapprovazione e dei prezzi del gas: La guerra sta danneggiando l’indice di approvazione di Trump, con l’aumento dei prezzi del carburante che spinge la pressione interna e un sondaggio di Fox News che mostra che il 64% disapprova la sua gestione della guerra con l’Iran, con solo il 36% che approva.
  • Passaggio ai social media: Mentre la fiducia nella tradizionale copertura televisiva della guerra diminuisce, alcuni americani si rivolgono sempre più ai feed dei social media guidati da algoritmi per le loro notizie e cercano opinioni opposte a quelle dei media mainstream.

In Israele

  • L’esercito israeliano cerca più soldati: L’esercito ha affermato di aver bisogno di più truppe nel sud del Libano, dove le forze stanno combattendo Hezbollah per stabilire una “zona cuscinetto”.
  • Il leader dell’opposizione israeliana attacca il governo: Il leader dell’opposizione ed ex primo ministro Yair Lapid ha accusato il governo di portare Israele in un “disastro della sicurezza” inviando l’esercito in una guerra su più fronti senza una strategia o truppe sufficienti.
  • Soldati israeliani uccisi in Libano: L’esercito israeliano ha annunciato la morte di due soldati nel sud del Libano, dove nei giorni scorsi le sue truppe hanno tentato di occupare il territorio e di impadronirsi di villaggi e città.

In Iraq, Libano, Yemen

  • Esplosioni a Beirut: I media libanesi hanno riferito di un attacco israeliano alla periferia meridionale di Beirut venerdì mattina presto.
  • Attacchi aerei americani sulle basi irachene: Gli Stati Uniti hanno colpito la base di Habbaniyah nella provincia irachena di Anbar, uccidendo tra i cinque e i sette soldati iracheni e ferendone 23.
  • Esportazioni di petrolio: La chiusura dello Stretto di Hormuz ha causato un crollo delle esportazioni di petrolio iracheno di oltre il 70%.
  • Aumentano le vittime: Il bilancio delle vittime in Libano degli attacchi israeliani ha raggiunto quota 1.116.
  • Timori di annessione: Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha messo in guardia le Nazioni Unite dal “rischio di annessione” del territorio libanese a sud del fiume Litani da parte di Israele.

Mercati petroliferi

  • La Banca Mondiale risponderà “su larga scala” alla guerra: La Banca Mondiale si è detta pronta a fornire assistenza finanziaria immediata ai paesi dei mercati emergenti “pronti a rispondere su larga scala”.
  • Il petrolio russo arriva nelle Filippine: Secondo un rapporto dell’agenzia di stampa AFP, una nave che trasportava più di 700.000 barili di petrolio greggio russo è arrivata nelle Filippine, dopo che il paese ha dichiarato l’emergenza nazionale.
  • Preoccupazioni regionali: L’analista dell’ACLED Pearl Pandya ha detto ad Al Jazeera che i paesi dell’Asia meridionale fanno molto affidamento sulla regione e non vogliono che il governo iraniano crolli o che le economie del Golfo siano destabilizzate.

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