Home Cronaca Guerra USA-Israele all’Iran: cosa sta succedendo nel 26° giorno degli attacchi?

Guerra USA-Israele all’Iran: cosa sta succedendo nel 26° giorno degli attacchi?

34
0

L’Iran, Israele e il Golfo hanno dovuto affrontare nuovi missili e droni. Gli Stati Uniti hanno segnalato un’escalation militare e l’apertura a un accordo.

La guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran continuaanche se aumentano gli sforzi per raggiungere una soluzione diplomatica e ci sono affermazioni contrastanti su possibili negoziati.

Sono stati segnalati attacchi e attacchi missilistici in Iran, Israele e in tutto il Golfo. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti hanno segnalato sia un’escalation militare che un’apertura ad un accordo. Il conflitto continua a turbare i mercati energetici globali, soprattutto a causa delle interruzioni nello Stretto di Hormuz.

Ecco cosa sappiamo:

Nell’Iran

  • Conflitti e scioperi in corso: Gli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran continuano. Un recente raid nel sud di Teheran ha ucciso almeno 12 persone e ne ha ferite 28, mentre ulteriori esplosioni nella parte orientale di Teheran avrebbero distrutto una scuola e diversi edifici residenziali.
  • Rapporti contrastanti sui negoziati: Trump dice i negoziati con l’Iran sono in corso per porre fine alla guerra, sostenendo che Teheran ha accettato di non cercare mai armi nucleari e alludendo a un “presente” legato al petrolio, al gas e allo Stretto di Hormuz.
  • Non una nuova concessione: L’Iran ha affermato da tempo che non cercherà armi nucleari. Ha ripetutamente insistito di non avere piani per un programma di armi nucleari. L’ex leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, nel 2003 aveva emesso una fatwa contro le armi nucleari.
  • Proposta di piano di pace in 15 punti: Numerosi resoconti dei media affermano che Washington ha consegnato all’Iran un piano in 15 punti per porre fine al conflitto, facilitato, secondo quanto riferito, dal capo dell’esercito pakistano, Syed Asim Munir.
  • Confusione domestica: Mohammed Vall di Al Jazeera denuncia “totale confusione” tra gli iraniani riguardo alle pretese diplomatiche degli Stati Uniti, mentre la realtà sul campo rimane focalizzata sui bombardamenti, sul lancio di missili e sulla difesa.
  • Gli obiettivi della guerra dell’Iran sono: L’analista Negar Mortazavi ha affermato che Teheran vuole porre fine alla guerra alle “sue condizioni” e stabilire un deterrente sufficiente per garantire che il conflitto non riprenda una volta terminato.
  • Transito di Hormuz: L’Iran afferma che “navi non ostili” possono transitare nello Stretto di Hormuz, secondo una dichiarazione all’Organizzazione marittima internazionale.

Diplomazia di guerra

  • I colloqui di Islamabad offrono: Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha detto Islamabad è pronto a ospitare negoziati per fermare la guerra israelo-americana con l’Iran.
  • Cina e Francia sollecitano colloqui: Il massimo diplomatico cinese Wang Yi ha detto all’Iran che “parlare è sempre meglio che combattere”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato Teheran a impegnarsi in negoziati in buona fede per porre fine alla guerra.

Nel Golfo

  • Incendio e intercettazioni all’aeroporto del Kuwait: Un attacco di droni ha colpito un serbatoio di carburante all’aeroporto internazionale del Kuwait, provocando un incendio. L’autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha avviato le procedure di emergenza e ha riferito che il danno era limitato alla proprietà, senza vittime.
  • L’Arabia Saudita intercetta i missili: Il Ministero della Difesa saudita ha segnalato molteplici attacchi contro la provincia orientale, sede di molti degli impianti petroliferi più grandi e importanti del paese, tra cui Ras Tanura, Ghawar e Abqaiq. Nelle ultime 11 ore le forze saudite hanno abbattuto almeno 32 droni e un missile balistico nella regione orientale.
  • Vittime in Bahrein: Gli attacchi hanno provocato vittime anche in Bahrein. Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno riferito che un attacco iraniano in Bahrein ha ucciso un civile marocchino che lavorava a fianco delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti.

Negli Stati Uniti

  • Trump afferma che l’Iran ha fatto un “regalo” agli Stati Uniti: Trump si è detto ottimista riguardo ad un accordo negoziato con l’Iran dopo che la sua leadership superstite gli ha fatto un “regalo molto grande” relativo allo Stretto di Hormuz, “del valore di un’enorme quantità di denaro”.
  • Gli Stati Uniti schiereranno l’82° Airborne: Gli Stati Uniti stanno pianificando di inviare circa 3.000 soldati della loro 82a divisione aviotrasportata d’élite in Medio Oriente per sostenere le operazioni contro l’Iran, hanno riferito i media statunitensi.
  • Sanzioni e pressione petrolifera: Gli Stati Uniti hanno allentato alcune sanzioni sul petrolio iraniano a causa delle pressioni sulla domanda globale causate dalla guerra, ma l’economista Steve Hanke ha avvertito che la mossa potrebbe minare il regime globale delle sanzioni.

In Israele

  • I missili prendono di mira Israele: Martedì scorso l’esercito israeliano ha avvertito che l’Iran aveva lanciato missili verso il Paese e che le difese antimissile erano attive, dopo una giornata di oltre una dozzina di allarmi missilistici.
  • ‘Zona di sicurezza’: Israele ha affermato che le sue forze armate prenderanno il controllo di un’area di 30 km (19 miglia) in Libano come “zona di sicurezza”, mentre spinge la sua lotta contro Hezbollah sostenuto dall’Iran.
  • Percorsi diplomatici divergenti: L’ambasciatore israeliano all’ONU Danny Danon ha detto che Israele non fa parte dei colloqui USA-Iran e che le operazioni militari continueranno finché le capacità nucleari e missilistiche dell’Iran non saranno eliminate.

In Libano e Iraq

  • Vittime in Libano: Il Ministero libanese della sanità pubblica e dell’Unità di gestione del rischio di catastrofi riferisce che almeno 1.072 persone sono state uccise e 2.966 ferite dall’escalation dell’offensiva il 2 marzo, con 33 morti solo nelle ultime 24 ore.
  • Minaccia di invasione terrestre: Funzionari libanesi avvertono che Israele potrebbe lanciare un’invasione di terra a sud del fiume Litani, mentre Israele ha ordinato evacuazioni di massa nella periferia meridionale di Beirut mentre intensifica gli attacchi contro obiettivi di Hezbollah.
  • Ritorsione di Hezbollah: Hezbollah afferma che sta attaccando i soldati e le infrastrutture israeliane nel sud del Libano e nelle alture di Golan occupate con razzi, artiglieria e droni in risposta all’offensiva israeliana.
  • Reazione internazionale: Il Canada ha condannato i piani di Israele di occupare il territorio nel Libano meridionale, affermando che la sovranità libanese deve essere rispettata, e invitando anche Hezbollah a fermare gli attacchi e a disarmare.
  • Bilancio di guerra dell’Iraq: Il paese sta lottando per bilanciare la sua dipendenza sia dagli Stati Uniti che dall’Iran. A seguito di un sospetto attacco statunitense contro una base paramilitare ad Anbar che ha ucciso 15 persone, il governo iracheno ha concesso ai gruppi paramilitari sostenuti dall’Iran il diritto di rispondere agli attacchi statunitensi.
  • Attacchi agli interessi statunitensi: La Resistenza Islamica in Iraq sostiene di aver lanciato 23 operazioni contro “basi nemiche” nelle ultime 24 ore.
  • L’Iraq convoca diplomatici statunitensi e iraniani: L’Iraq ha detto che convocherà l’incaricato d’affari americano e l’ambasciatore iraniano dopo gli attacchi mortali imputati ai loro paesi.

Petrolio, mercati energetici e Hormuz

  • Interruzioni del mercato globale: L’instabilità regionale nel Golfo sta causando significativi effetti a catena sui mercati globali. Secondo l’economista statunitense Steve Hanke, il conflitto ha limitato il libero flusso di beni critici provenienti dal Golfo, come l’elio e i fertilizzanti.
  • Politica energetica e dipendenza dai combustibili fossili: Ketan Joshi, un analista energetico indipendente, suggerisce che gli attuali suggerimenti per le persone di razionare il carburante o lavorare da casa sono “solo l’inizio” e potrebbero diventare regole applicate perché i governi hanno urgentemente bisogno di ridurre la loro dipendenza a breve termine dalle complesse catene di approvvigionamento globali di combustibili fossili.
  • Lo Sri Lanka spegne le luci: Lo Sri Lanka ha ordinato lo spegnimento dei lampioni, delle insegne al neon e dell’illuminazione dei cartelloni pubblicitari come parte delle misure volte a ridurre il consumo energetico del 25% e a far fronte alla carenza di approvvigionamento.
  • Le Filippine dichiarano l’emergenza energetica: Il presidente Ferdinand Marcos Jr dichiarata emergenza energetica nazionalepoiché l’aumento dei prezzi del carburante ha innescato minacce di sciopero e il governo si è mosso per garantire le forniture di carburante e beni essenziali.

Source link

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here