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Protesta della sinistra in Italia per la legge sull’educazione sessuale che reprime l’ideologia di genere

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La nuova legislazione approvata dalla Camera bassa del Parlamento italiano che respinge “l’ideologia di genere e la bolla del risveglio” sta generando un tracollo a sinistra, il Custode segnalato giovedì.

IL contoche il Custode descritto come “restrittivo”, consente l’educazione sessuale nelle scuole medie per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni solo con il consenso dei genitori, ed è sostenuto dal governo del primo ministro Giorgia Meloni.

La legislazione, secondo quanto riferito Soprannominato “legge Valditara” dal nome del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, questa settimana è stato approvato dalla Camera bassa italiana con 151 favorevoli, 113 contrari e un’astensione, e deve ora passare al Senato prima che diventi legge.

Notizie Rai spiegato il consenso deve essere prestato in forma scritta. Se non viene dato il consenso, la legislazione stabilisce che le istituzioni educative garantiscano, nell’ambito della propria autorità organizzativa, l’offerta di attività educative alternative.

Valditara ha sottolineato che la legge non pregiudica le “disposizioni delle linee guida nazionali” e pertanto l’obbligo del consenso dei genitori non elimina l’educazione sessuale, sottolineando che essa è “importante per una corretta conoscenza del corpo e della sua evoluzione biologica, per la protezione dai rischi delle malattie sessualmente trasmissibili e per una gestione consapevole della sessualità”.

Il ministro ha aggiunto che la legge sul consenso informato “mira piuttosto a evitare di confondere i bambini insegnando le cosiddette teorie di genere” secondo cui “esistono altre identità di genere che non sono né maschili né femminili”.

IL Custode hanno notato che i partiti italiani di opposizione che chiedono un’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole hanno protestato davanti al parlamento mercoledì, condannando il disegno di legge come “regressivo” e accusandolo di prevenire “la violenza sessuale e il femminicidio”.

La coalizione di governo della Meloni, d’altra parte, ha sostenuto che l’educazione sessuale è uno strumento che promuove “l’ideologia di genere” e minaccia i valori tradizionali della famiglia, con il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso che ha affermato che il disegno di legge intende impedire che “ai bambini più piccoli vengano insegnate teorie che causano confusione mentre si richiede il consenso dei genitori per insegnare l’educazione sessuale ai bambini più grandi”.

“Con questa legge diciamo addio all’ideologia di genere e alla bolla del risveglio”, ha detto Sasso alla Camera. “Agli attivisti politici non sarà più consentito impegnarsi nella propaganda politica nelle scuole”.

Il deputato italiano Sasa Ferrari del Partito Democratico di centrosinistra ha affermato che il disegno di legge pone “ostacoli” alle scuole che vogliono implementare uno strumento “per combattere la violenza contro le donne”.

Quello dell’Italia Il Posto segnalato I partiti di opposizione sostengono che richiedere il consenso dei genitori renderebbe “ancora meno efficaci i programmi di educazione sessuale e relazionale nelle scuole, che sono già molto carenti in Italia”.

“L’educazione sessuale e relazionale esiste nella maggior parte dei paesi europei, ma in Italia non è mai stata inserita ufficialmente nei programmi scolastici e non è ancora diffusa né strutturata: spesso si avvale del coinvolgimento di esperti esterni per fornire formazione”, Il Posto ha scritto, sottolineando che il disegno di legge prevede anche che in futuro il coinvolgimento di esperti esterni richiederà anche l’approvazione del personale docente e del consiglio scolastico.

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