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Il Tribunale italiano ordina al Governatore. per risarcire le ONG per la detenzione di imbarcazioni di migranti illegali

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Mercoledì un tribunale di Palermo ha ordinato al governo italiano di risarcire la ONG tedesca Sea-Watch con 76.000 euro (circa 89.680 dollari) per il sequestro di una delle sue navi di migranti illegali nel 2019.

Il primo ministro Giorgia Meloni ha descritto la sentenza come una “decisione che lascia senza parole”.

Nel giugno 2019, una nave Sea-Watch comandata dal capitano tedesco e ex La deputata del Parlamento europeo Carola Rackete è rimasta al largo dell’isola italiana di Lampedusa con circa 40 migranti clandestini a bordo per diversi giorni dopo che le autorità italiane hanno negato alla nave il permesso di attraccare.

Il 29 giugno Rackete ha sfidato le autorità italiane speronamento la nave su un motoscafo della polizia di frontiera italiana e attracca con la forza la nave che trasportava migranti. Rackete rimase arrestata finché i tribunali italiani non ordinarono il suo rilascio. La nave è rimasta detenuta dal 12 luglio al 19 dicembre 2019 dopo che un tribunale di Palermo, in risposta a un ricorso urgente presentato da Sea-Watch, ha ordinato al governo italiano di restituire la nave.

Notizie Rai riportato che, mercoledì, un tribunale di Palermo ha ordinato allo Stato italiano di rimborsare a Sea-Watch 76.000 euro per le spese portuali, di carburante, legali e di agenzia sostenute dalla nave tra ottobre e dicembre 2019.

La sentenza del tribunale di Palermo arriva pochi giorni dopo quella del tribunale di Roma bloccato la deportazione di Redouane Laaleg, un migrante clandestino algerino di 53 anni che le autorità italiane cercano di espellere dal loro territorio perché rappresenta un pericolo per la società italiana.

Laaleg ha ricevuto 23 diverse condanne per numerosi crimini commessi in Italia tra il 1999 e il 2023. Nonostante i suoi numerosi precedenti penali, il tribunale non solo ha bloccato la deportazione dell’uomo, ma ha ordinato al governo italiano di risarcirlo con 700 euro per aver portato avanti procedimenti di espulsione “degradanti” contro di lui.

“Mentre il governo annuncia un ‘blocco navale’ e attacca le ONG coinvolte nel salvataggio in mare, la legge ancora una volta si schiera dalla parte della disobbedienza civile”, ha celebrato Sea-Watch in una dichiarazione, come da Cielo TG24.

In un video pubblicato mercoledì sera sui social media, il primo ministro italiano Georgia Meloni ha affermato che la sentenza del tribunale di Roma, sebbene “vergognosa”, sembra “banale” rispetto alla sentenza di mercoledì a favore di Sea-Watch e, dopo aver raccontato le azioni di Carola Rackete nel 2019, ha sottolineato che la decisione dei giudici “lascia letteralmente senza parole”.

“Hanno ordinato allo Stato italiano di pagare 76.000 euro di risarcimento – sempre a carico del popolo italiano – alla ONG proprietaria della nave capitanata da Carola Rackete perché, dopo aver speronato la nostra nave militare, la barca è stata giustamente trattenuta e sequestrata”, ha detto Meloni.

Meloni ha chiesto se sia compito dei magistrati “far rispettare la legge o premiare chi si vanta di non rispettarla”. Si è anche chiesta se la “lunga serie di decisioni oggettivamente assurde” della magistratura non voglia mandare il messaggio “che al governo non è consentito cercare di combattere l’immigrazione di massa illegale.

“Mi dispiace se deludo qualcuno perché siamo particolarmente testardi e continueremo a fare del nostro meglio per mantenere la parola data agli italiani e per far rispettare le regole e le leggi dello Stato italiano, e faremo tutto il necessario per difendere, in particolare, i confini e la sicurezza dei cittadini”, ha concluso.



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