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Meloni promette di andare avanti con la repressione dei migranti illegali in Italia dopo che il tribunale ha bloccato la deportazione di un algerino con 23 condanne

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Martedì il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha promesso di continuare a reprimere l’immigrazione illegale dopo che un tribunale di Roma ha bloccato la deportazione di un uomo algerino 23 volte condannato e ha ordinato al governo italiano di risarcirlo per aver tentato di deportarlo.

Il quotidiano italiano LaStampa spiegato che la settimana scorsa, un tribunale di Roma si è pronunciato a favore di Redouane Laaleg, un migrante clandestino algerino di 56 anni che il governo italiano ha cercato di espellere perché rappresenta un pericolo per la società italiana.

Il tribunale non solo ha bloccato il procedimento di espulsione dell’uomo, ma ha ordinato al Ministero dell’Interno italiano di risarcirlo con 700 euro per aver tentato di imporne l’espulsione.

Laaleg sarebbe entrato in Italia nel 1995 e non avrebbe mai avuto un permesso di soggiorno. Dal 2001, è stato più volte denunciato alle autorità giudiziarie per mancato rispetto delle leggi sull’immigrazione e ha ricevuto 23 diverse condanne tra il 1999 e il 2023 per una serie di crimini commessi contro persone, proprietà e contro la pubblica amministrazione italiana, principalmente nella regione Liguria, tra cui calci e pugni a una donna.

Nei confronti dell’uomo sono stati emessi due diversi provvedimenti di espulsione dai prefetti delle città di Cuneo e Alessandria. Lo hanno detto le fonti LaStampa che l’uomo ha 13 pseudonimi diversi, ha spesso fornito false generalità durante i controlli di polizia ed è stato arrestato almeno 11 volte.

Alla fine è stato preso in custodia presso un centro di detenzione a Gradisca d’Isonzo il 23 febbraio 2025 e ha presentato ricorso contro la sua deportazione in un centro di detenzione in Albania per il suo rimpatrio con la motivazione che la sua deportazione era stata effettuata in “modo degradante che ha violato i suoi diritti fondamentali, con i polsi legati con cinghie di contenzione”.

Il primo ministro Meloni ha affrontato la situazione in un video pubblicato sui social martedì sera (ora locale). «Continueremo a difendere la sicurezza e la legalità, senza tirarci indietro», ha sottolineato la Meloni.

“Alcuni giudici hanno addirittura stabilito che non solo non verrà deportato, ma che il Ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un ordine di espulsione”, ha detto Meloni.

“Ora penso che sia legittimo chiedersi come possiamo combattere seriamente l’immigrazione clandestina se coloro che violano ripetutamente la legge rimangono sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato per aver tentato di far rispettare le regole”, ha continuato.

La Meloni ha affermato che tuttavia il suo governo continuerà a rafforzare i rimpatri per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione clandestina e per “garantire sicurezza e legalità ai cittadini, anche attraverso le iniziative che l’Italia sta promuovendo in Europa per procedure più rapide ed efficaci rimpatri”.

Il leader ha sottolineato che gli italiani hanno votato perché il centrodestra ristabilisca regole chiare e le faccia rispettare “nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare qualsiasi azione volta a contrastare l’immigrazione clandestina di massa”.

“Rispettare le leggi italiane è essenziale e chi non intende farlo non è il benvenuto in Italia”, ha concluso.



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