Il parlamento italiano voterà giovedì una nuova legge elettorale che renderebbe più facile per i vincitori delle elezioni formare un governo di maggioranza.
La legge, proposta dal primo ministro Giorgia Meloni, assegnerebbe seggi aggiuntivi a qualsiasi partito o coalizione che ottenga più del 42% dei seggi in entrambe le camere parlamentari, garantendogli la maggioranza.
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Meloni ha inquadrato la legislazione come un percorso verso una maggiore stabilità nel sistema politico italiano, che è stato spesso gestito da fragili governi di coalizione. I suoi critici, tuttavia, affermano che la mossa è in realtà mirata ad aumentare le sue possibilità alle elezioni del prossimo anno.
Ecco cosa sappiamo della legge elettorale e cosa significa per la politica italiana:
Qual è l’attuale sistema elettorale italiano?
L’Italia attualmente ha un sistema elettorale misto per il suo parlamento da 600 seggi, con circa il 36% dei membri del parlamento eletti direttamente nelle circoscrizioni elettorali dove vince il candidato con più voti, e il resto deciso attraverso la rappresentanza proporzionale.
Il sistema, chiamato “Rosatellum”, è in vigore dal 2017. Incoraggia la costruzione di coalizioni ma può produrre risultati frammentari che rendono difficile forgiare una maggioranza di governo.
Cosa cambierebbe la nuova legge?
La nuova legislazione sostituirebbe il sistema elettorale misto con uno completamente proporzionale, oltre ad assegnare seggi extra al partito o alla coalizione che ottiene il maggior numero di seggi se ottiene almeno il 42% in entrambe le camere.
Il bonus ammonterebbe a 70 seggi nella Camera dei Deputati, composta da 400 membri, e fino a 35 seggi al Senato, che conta 200 membri eletti.
Ciò significa che se un partito o una coalizione raggiungesse la soglia del 42% in entrambe le Camere, avrebbe un potere di governo più forte. Se nessun partito o coalizione raggiunge la soglia, la rappresentanza verrebbe decisa proporzionalmente.
La nuova legge obbligherebbe inoltre le coalizioni ad annunciare i propri candidati alla carica di primo ministro prima delle elezioni. Rado Fonda, capo della ricerca presso il sondaggista italiano SWG, ha detto all’agenzia di stampa Reuters che questa disposizione potrebbe “rivelarsi problematica per il centrosinistra, forzando potenzialmente una competizione anticipata per la leadership ed esponendo divisioni che potrebbero indebolire il blocco”.
Meloni, che attualmente guida il Paese governo più longevo dalla seconda guerra mondiale, ha affermato che la riforma aiuterà a stabilizzare il paese piuttosto che servire a un singolo gruppo politico. “Chi vincerà le elezioni avrà i numeri per governare”, ha detto.
A che punto è la legislazione?
La proposta di legge è già stata approvata dal Senato e dovrà ora essere sottoposta al voto finale a scrutinio segreto della Camera dei Deputati.
Giovanni Orsina, politologo dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, prevede che la legge sia “estremamente probabile” che venga approvata.
Se fallisse, la Meloni ha detto che si dimetterà.

Perché la legislazione è controversa?
Gli oppositori affermano che la legge è antidemocratica perché potrebbe potenzialmente garantire a una coalizione vincente un livello sproporzionato di potere in parlamento.
Dicono anche che la legislazione intende favorire la Meloni, il cui partito Fratelli d’Italia (Fdl) si sta preparando ad una dura battaglia elettorale il prossimo anno.
Riccardo Magi, capo del partito liberale Più Europa, che è in sciopero della fame per protestare contro la riforma proposta, l’ha definita una “legge antidemocratica” che rischia di dare a un blocco di minoranza un’enorme maggioranza in parlamento.
Il senatore Matteo Renzi, che guida il partito Italia Viva, ha accusato la coalizione di governo italiana di spingere la riforma elettorale per paura di perdere il potere.
Altri critici hanno sottolineato che la legge farebbe ben poco per stabilizzare il sistema politico se nessun partito o coalizione raggiungesse la soglia del 42% in entrambe le Camere – un livello relativamente alto.
“Ciò potrebbe produrre un parlamento sospeso, rendendo necessari i negoziati post-elettorali per formare un governo”, ha detto ad Al Jazeera Vincenzo Emanuele, professore di scienze politiche all’Università Luiss Guido Carli di Roma e membro del Centro Italiano Studi Elettorali (CISE). “Anche cambiamenti relativamente piccoli nella composizione della coalizione potrebbero fare la differenza tra una chiara maggioranza parlamentare e una situazione di stallo politico”.
Quando si terranno le prossime elezioni in Italia e cosa mostrano i sondaggi?
Le prossime elezioni generali in Italia dovranno tenersi entro il 22 dicembre 2027, anche se il governo potrà indire le elezioni prima, se lo desidera.
Attualmente, secondo l’aggregatore di sondaggi di Politico, la Fdl di Meloni è davanti a tutti gli altri partiti, con il 27% di sostegno. I suoi partner di coalizione, Lega e Forza Italia, hanno un sostegno complessivo del 12%, secondo Politico, portando la quota della coalizione al 39%.
I sondaggi dell’Fdl sono stati intaccati dal sostegno a un nuovo gruppo di estrema destra, Futuro Nazionale, ha riferito Reuters. Secondo l’istituto italiano di sondaggi SWG, attualmente ha il 7,8% di consensi.
All’opposizione, secondo Politico, il Partito Democratico (PD) ha il 21%, il Movimento Cinque Stelle (M5S) il 12% e l’Alleanza dei Verdi e della Sinistra (AVS) il 6%. I partiti Italia Viva (IV) e Più Europa hanno il 2% di consensi ciascuno.
Emanuele ha affermato che il panorama attuale implica che la proposta di legge elettorale lo farebbe non necessariamente favorire la Meloni e potrebbe anche avvantaggiare l’opposizione.
Secondo lui, recenti simulazioni del CISE hanno dimostrato che una coalizione di centrosinistra comprendente PD e M5S potrebbe potenzialmente raggiungere il 44% dei voti, assicurandosi una “maggioranza parlamentare confortevole”, anche se ciò potrebbe cambiare se Meloni si alleasse con Futuro Nazionale.
“La riforma non favorisce di per sé il governo in carica: i suoi effetti dipenderanno in modo cruciale da come si formeranno le coalizioni concorrenti”, ha affermato Emanuele.



