Home Cronaca Grazie, cardinale Dolan, per il suo coraggioso servizio a tutti i newyorkesi

Grazie, cardinale Dolan, per il suo coraggioso servizio a tutti i newyorkesi

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Il cardinale Timothy Dolan ha conquistato il cuore dei newyorkesi fin dall’inizio, con la sua messa inaugurale come arcivescovo invocando gli eroi dell’11 settembre mentre prometteva di lottare per “la dignità di ogni persona umana, la santità della vita umana, fin dal piccolo bambino nel grembo materno”.

Ha continuato quella lotta per tutti questi 16 anni, per quanto politici nominalmente cattolici come il governatore. Andrew Cuomo e Kathy Hochul lo hanno deluso. (Hochul, più recentemente, abbracciando Morte “volontaria” da parte del medico – una palese offesa alla sacralità della vita umana.)

Dolan era un gioioso leader della chiesa, attenendosi fermamente all’ortodossia anche quando accoglieva i gay.

Era forte anche nelle relazioni interreligiose: nel 2015, l’American Jewish Committee lo ha onorato con l’Isaiah Award for Exemplary Interreligious Leadership, citando “il suo costante contributo e il suo costante impegno nel rapporto tra le nostre rispettive fedi”.

Lungo la strada, incantò la città con la sua profonda umiltà, il suo spirito geniale, la sua predicazione a cuore aperto e la sua fede gioviale.

In particolare, è stato un faro per i cattolici di Gotham durante la pandemia e il lockdown, quando le chiese venivano chiuse: le sue omelie dirette e sentite hanno sostenuto l’intera arcidiocesi in mezzo alle sfide che nessun americano avrebbe mai immaginato che la Chiesa avrebbe dovuto affrontare in un Paese libero.

Ha conquistato anche i suoi compagni leader della chiesa – vincendo uno sconvolgimento senza precedenti diventare presidente della Conferenza episcopale americana nel 2011 giocando un ruolo chiave nell’ascensione di Papa Leone XIV come primo pontefice nato in America proprio l’anno scorso.

E il papa sembra aver ricambiato il favore mandando un suo compagno di Chicago a prendere il posto di Dolan: il vescovo dell’Illinois Ronald Hicks semplicemente colpito con il cardinale, che ovviamente lui stesso è originario del Midwest (e ha la predilezione per una buona birra per dimostrarlo).

Dolan ha guidato l’arcidiocesi attraverso molte prove, non ultima quella di affrontare gli scandali degli abusi – e di fare sacrifici (inclusa la chiusura di chiese e scuole cattoliche tanto amate) per risolvere le infinite controversie che ne derivarono.

Se dovessimo indovinare, sospettiamo che sia molto rallegrato nel vedere un’ondata di giovani abbracciando la fede cattolica attivauna rinascita iniziata sotto Papa Giovanni Paolo II e di cui mostra ogni segno fiorire ulteriormente sotto Leone.

Dobbiamo confessare una lamentela con il pontefice: lasciando che Dolan vada in pensione, ci sta costando i servizi del cardinale come editorialista occasionale del Post, più recentemente scrivere per radunare la decenza e devozione sulla scia dell’assassinio di Charlie Kirk.

Non vediamo l’ora di vedere quanto sarà bravo con la penna il futuro arcivescovo Hicks.

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