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Firenze lancia un centro per combattere la “dipendenza digitale” dei giovani

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La città di Firenze, in Italia, ha lanciato un centro unico nel suo genere nel Paese contro la dipendenza digitale, cercando di aiutare i bambini e gli adolescenti a “disintossicarsi” da Internet.

Piuttosto che promuovere il divieto sui dispositivi connessi a Internet e sulle piattaforme di social media, l’amministrazione locale di Firenze dettagliato che il “Discovery Center” affronterà il problema della dipendenza digitale tra i giovani della città offrendo ai bambini e agli adolescenti di età compresa tra i 10 e i 25 anni modi per “disconnettersi” dal mondo digitale attraverso attività nel mondo reale in collaborazione con le autorità giovanili, sanitarie e sportive della città.

Il centro mira a raggiungere i suoi obiettivi incoraggiando interazioni sociali regolari tra i giovani attraverso giochi da tavolo, attività cooperative, arti e mestieri, laboratori, sport e altre attività di gruppo, promuovendo il benessere fisico e mentale, la socializzazione e un “migliore equilibrio tra il tempo trascorso online e offline”.

Il progetto mira inoltre ad aiutare i genitori a valutare l’uso dei dispositivi digitali da parte dei propri figli per stabilire “regole familiari per favorire un rapporto equilibrato con la tecnologia a partire dalla prima infanzia”.

“Non proporremo semplici divieti, ma piuttosto un approccio innovativo basato su due pilastri: la disconnessione guidata e la promozione dell’uso consapevole della tecnologia, per trasformare i giovani da consumatori passivi in ​​partecipanti attivi alla propria vita”, ha detto Ester Macrì, responsabile della consulenza educativa aderente ReteSviluppo, secondo il sindaco di Firenze.

“Il Discover Center mira a fungere da hub aperto alla comunità locale, per analizzare il fenomeno, avviare iniziative pratiche e workshop e formare la comunità educativa, ricostruendo così il tessuto sociale che l’isolamento digitale rischia di logorare”, ha continuato.

Secondo il governo di Firenze, il centro inizierà ad operare quest’anno dopo l’estate con una fase pilota iniziale che durerà fino a dicembre. Il progetto mira a implementare iniziative sociali in tutta la città attraverso spazi pubblici come centri giovanili e sportivi, biblioteche e scuole.

Sebbene il centro abbia carattere educativo e non clinico, i casi di ritiro sociale, isolamento e disagio psicologico osservati vedranno il centro coordinarsi con le autorità sanitarie locali per facilitare ulteriore assistenza.

Valerio Mari, direttore dell’Azienda sanitaria della Toscana Centrale, ha sottolineato la necessità di un progetto di questo tipo nella regione italiana, sottolineando che si inserisce in un approccio “incentrato sulla promozione della responsabilità, lontano da una mentalità di divieti o semplici divieti”.

Il tema dei divieti sui social media per gli adolescenti è diventato il centro di un ampio dibattito in tutta Europa e in altre parti del mondo. Questa settimana, il parlamento francese ha annunciato un disegno di legge vietare bambini sotto i 15 anni dall’utilizzo dei social media.

Secondo il quotidiano italiano LaStampaun disegno di legge molto simile a quello francese è rimasto “in stallo” al parlamento italiano per oltre un anno ed è stato presentato molto prima che la Francia presentasse quello ora approvato. Fonti anonime hanno affermato al giornale che uno dei motivi principali per tenere a bada il disegno di legge sono le preoccupazioni sul livello di restrizioni che dovrebbero essere introdotte affinché il divieto abbia effetto “senza che la legge appaia troppo restrittiva o lesiva delle libertà civili”.

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