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Funzionari commerciali statunitensi hanno modellato la legge sulla censura dell’UE utilizzata per prendere di mira X di Elon Musk

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Documenti recentemente rivelati mostrano che i funzionari commerciali dell’amministrazione Biden si sono coordinati con le controparti dell’Unione Europea nel definire le disposizioni del Digital Services Act (DSA) dell’UE ora utilizzato per penalizzare le società tecnologiche statunitensi, inclusa la X di Elon Musk.

Documenti portato alla luce della Foundation for Freedom Online (FFO) illustrano come i funzionari commerciali sotto l’amministrazione Biden hanno lavorato con le loro controparti dell’UE per elaborare gli stessi statuti che vengono ora adottati abituato a stare bene X di Elon Musk.

I documenti descrivono in dettaglio come l’Amministrazione del commercio internazionale degli Stati Uniti e l’Ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti hanno collaborato attraverso il Consiglio per il commercio e la tecnologia USA-UE per sviluppare priorità politiche condivise sulle normative digitali.

Queste priorità includevano disposizioni che impongono alle piattaforme online di fornire ai “ricercatori di disinformazione” un ampio accesso ai dati della piattaforma – un requisito citato nella recente multa di 140 milioni di dollari della Commissione Europea contro X per presunta non conformità.

La Commissione Europea annunciato il 4 dicembre ha imposto la sanzione a X per non aver rispettato gli obblighi DSA, compreso l’accesso ai dati per i ricercatori, segnando la prima multa di questo tipo ai sensi della nuova legge. La Commissione ha inoltre concesso X 60 giorni per presentare un piano di conformità o affrontare ulteriori sanzioni giornaliere fino al 5% delle sue entrate globali.

Secondo il rapporto della FFO la legge sui servizi digitali non è un progetto puramente europeo, ma nasce dalla cooperazione transatlantica. Il quadro politico condiviso tra Stati Uniti e UE sulla governance dei contenuti digitali è stato forgiato a partire dai primi anni dell’amministrazione Biden, con il gruppo di lavoro 5 del Consiglio per il commercio e la tecnologia esplicitamente incaricato di sviluppare “approcci condivisi” a questioni quali i contenuti online dannosi e l’accesso ai dati delle piattaforme.

L’analisi evidenzia anche il ruolo dei “ricercatori di disinformazione”, che compilano elenchi di discorsi e inserzionisti sfavorevoli e il cui accesso ai dati della piattaforma è diventato uno strumento di applicazione centrale ai sensi della DSA. I documenti indicano che il governo degli Stati Uniti sotto la precedente amministrazione ha sostenuto l’inclusione di tali disposizioni, un punto che secondo la FFO è “esattamente il motivo per cui l’UE ha multato X”.

Il Digital Services Act, entrato in vigore nel 2022, ha stabilito un ampio quadro normativo per i servizi digitali e la responsabilità delle piattaforme in tutta l’Unione europea. I suoi meccanismi di applicazione si estendono alle piattaforme straniere che forniscono servizi agli utenti dell’UE, indipendentemente da dove ha sede l’azienda.

La Commissione europea ha difeso le proprie azioni esecutive come richiesto dalla DSA. La multa inflitta a X rappresenta una delle applicazioni più significative della legge a una piattaforma con sede negli Stati Uniti e sottolinea le crescenti tensioni sulla regolamentazione digitale tra Bruxelles e le società tecnologiche statunitensi.

Lucas Nolan è un reporter di Breitbart News che si occupa di questioni di libertà di parola e censura online.

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