Lunedì 11 maggio 2026 – 20:36 WIB
Giacarta – Vecchia faida tra Ahmad Dhani E Maia Estianty È diventato di nuovo argomento di discussione. Non solo perché il loro conflitto passato è stato riproposto, ma anche perché i netizen hanno reagito troppo rapidamente per determinare chi fosse la colpa solo dalle informazioni sui social media.
Questo fenomeno è stato evidenziato anche da Communication Observer, Agustina Widyawati, S.Sos., MIKom. Secondo lui, è sempre più facile per il pubblico lasciarsi trasportare dalle narrazioni virali, soprattutto quando si tratta di conflitti familiari tra celebrità, pieni di elementi emotivi. Scorri per saperne di più, forza!
“Anche se spesso vediamo solo una piccola parte del problema. Soprattutto se il caso riguarda un personaggio pubblico, le emozioni del pubblico sono solitamente molto più forti del desiderio di conoscere i fatti completi”, ha detto Widya citando la sua dichiarazione, lunedì 11 maggio 2026.
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I nomi Ahmad Dhani e Maia sono tornati alla ribalta dopo la diffusione del documento SP3 o la chiusura delle indagini sulla presunta denuncia di violenza domestica presentata in precedenza da Maia. Questo documento è stato ampiamente discusso dai netizen e ha scatenato ancora una volta lunghi dibattiti sui social media.
Widya ritiene che questa intensa discussione mostri come l’opinione pubblica spesso si formi non dall’intero processo legale, ma da narrazioni che si ripetono continuamente nei media e nei social media.
Il docente di Scienze della comunicazione presso l’Università Sunan Gresik ha spiegato questo fenomeno in relazione alla teoria dell’agenda setting di Maxwell McCombs e Donald Shaw.
“Questa teoria spiega che non sempre i media determinano cosa dovremmo pensare, ma i media sono molto forti nel determinare quali questioni il pubblico considera importanti”, ha spiegato.
“Così, quando i media e i social media evidenziano continuamente il conflitto tra Ahmad Dhani e Maia Estianty, il pubblico finisce per concentrarsi su alcuni lati che vengono sollevati più spesso”, ha continuato.
Secondo Widya, i social media rafforzano anche il fenomeno del confirm bias, ovvero quando qualcuno trova più facile credere fin dall’inizio a informazioni che coincidono con le sue opinioni.
Non sorprende che videoclip, estratti di podcast e persino commenti virali influenzino l’opinione pubblica più rapidamente delle lunghe spiegazioni legali.
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Nel mondo della comunicazione questo fenomeno è conosciuto come processo da social media, ovvero giudizio sociale che avviene prima che il processo legale si concluda effettivamente.



