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Conflitto iraniano: perché il petrolio è rimasto vicino ai 100 dollari al barile?

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Lo scenario petrolifero peggiore è stato evitato, ma l’inflazione e il rallentamento della crescita continuano a pesare sull’economia globale.

A più di 100 giorni dall’inizio del conflitto con l’Iran, il 20% dei flussi energetici mondiali rimane interrotto, con lo scenario descritto come il più grande shock di approvvigionamento della storia.

Per ora lo scenario da incubo è stato evitato. Il prezzo del petrolio è ancora intorno ai 100 dollari al barile.

Molti analisti hanno avvertito che un’interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz potrebbe portare il petrolio sopra i 200 dollari al barile, innescando una crisi economica globale.

Diversi paesi hanno liberato le loro riserve strategiche, gli esportatori hanno trovato rotte alternative e la domanda più debole ha contribuito a contenere i prezzi. Ma i buffer si stanno assottigliando.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) avverte che l’impatto economico potrebbe persistere fino al 2027, anche se il conflitto finisse domani.

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